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Rito della Luce 2015: Inno alla Gioia

13 maggio 2015

11174264_10203201206945654_8680783461889271557_oSi racconta di un pesce che un giorno andò dal Pesce Regina e le chiese: “Sento sempre parlare del mare, ma che cos’è questo mare? Dov’è?”. Il Pesce Regina rispose: “Tu vivi, ti sposti e hai la tua esistenza nel mare. Il mare è dentro di te e fuori di te, e tu sei fatto di mare, e finirai nel mare. Il mare ti circonda come il tuo proprio essere”.

E’ la Gioia di Vivere il tema della nuova edizione del Rito della Luce che anche quest’anno si svolgerà alla Piramide 38° parallelo, sulla collina di Motta D’Affermo, domenica 21 giugno 2015, grazie ad Antonio Presti, artista visionario che vive la propria vita in nome della devozione alla Bellezza.
Nel giorno del Solstizio d’Estate trionfa la Luce, che è Gioia: e la Gioia è presenza, contatto continuo con la realtà istante per istante. E’ la nostra condizione naturale, in cui non c’è nulla da eseguire e nessuno da seguire: basta mantenere aperti gli occhi del cuore e vivere pienamente nel presente, come i fiori, gli uccelli, i bambini, gli Artisti. Senza fini, obiettivi, aspettative, senza sforzo, ma lasciando fluire liberamente la creatività, si esprime la peculiarità di ognuno, e torniamo ad essere noi – ognuno di noi – i protagonisti della nostra vita: noi capaci di trasformare ciò che ci circonda.
La gioia è tutt’uno con la creatività, e la vita è la nostra straordinaria opportunità per essere creativi: non è un caso che “creare” e “crescere” abbiano la stessa radice. Ogni volta che creiamo qualcosa, stiamo vivendo nel presente: e vivere il presente vuol dire creare il futuro. Il Rito della Luce è l’espressione di un presente in cui l’Arte, la Bellezza, la Luce sono visibili e interagiscono: l’idea è quello che vedi, e per questo quando la pensi la realizzi.
Il Rito della Luce, nella pienezza del riconoscimento della Gioia, ci restituisce la responsabilità della creazione del futuro attraverso la custodia, il nutrimento e la fiducia nella Bellezza.
La gioia è un fenomeno universale: gli alberi, le montagne, gli animali sono felici, perché la gioia è pienezza di sé. L’intera esistenza è felice, ad eccezione dell’uomo, quando non riesce a mettere in sintonia la mente e il cuore. Bisogna comprendere che la gioia è spirituale: è totalmente diversa dal piacere. Non ha nulla a che fare con l’esterno, nulla a che fare con l’altro, è interiore, non dipende dalle circostanze, è nostra. Non è una soddisfazione prodotta da qualcosa: è uno stato di pace, di silenzio, uno stato meditativo. È arte di vivere con se stessi che si esprime attraverso lo strumento del cuore. Non è difficile: è semplice come il battito del cuore o il respiro; non si impara né si acquisisce: la Gioia siamo noi stessi.

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Anche quando ci sentiamo infelici siamo nella Gioia, proprio come non potremmo stare nell’ombra senza la Luce: e dunque non neghiamo nessuno stato dell’essere, ma prestiamogli ascolto, osserviamolo, alimentiamolo finché non percepiamo quella scintilla necessaria a far crescere la nostra anima in modo che non sia schiava di nessuna fede, di nessuna paura, di nessun condizionamento. Il nostro compito non è quello di reagire, ma di agire: e l’azione è poiesis, è creazione, è poesia.
Il Rito della Luce ci restituisce al presente e quindi a noi stessi e alla gioia di vivere che ci appartiene sin dalla nascita. Ci restituisce lo stupore di fronte alla Bellezza e per questo è incompatibile con l’abitudine, con l’impotenza, con la rassegnazione. La Gioia di Vivere è coraggio, che si chiama così proprio perché ha sede nel cuore. Il coraggio di trasformare le cose partendo da noi stessi, mettendoci in gioco, riconoscendo la nostra unicità, il nostro valore, la nostra libertà di in-dividui, indivisibili da noi stessi, da tutto il nostro mondo, dall’Universo intero.

Per questo attenderemo l’ultimo raggio del tramonto, quel raggio di sole che illumina il centro della Piramide raggiungendo nello stesso tempo il cuore di ognuno e quello della terra.

Rito della Luce – Solstizio d’Estate 2014

Ancora una volta la Gioia di Vivere sarà testimoniata dalla nostra scelta di guardare verso il compimento: il tramonto chiude un giorno e ne prepara un altro. Così il Rito della Luce di quest’anno ci vedrà scendere dalla collina di Motta d’Affermo più leggeri e in pace, pronti ad affrontare un nuovo presente.

Il Rito della Luce sarà quest’anno la nostra Rivoluzione della Gioia e nella Gioia.

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Alba – Solstizio d’Estate 2014

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