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Grazie di cuore a ognuno dei partecipanti al Rito della Luce! Resilienza e Gioia per tutti!

24 giugno 2015
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Foto di Giovanni Russo

Quest’anno il Rito della Luce è stato quello che già si prefigurava nel tema scelto da Antonio Presti: “La Resilienza della Bellezza. Un Inno alla Gioia di Vivere”.

Non è stato un caso: in questo momento storico ognuno di noi e tutti insieme viviamo continue sopraffazioni, difficoltà, malesseri, ingiustizie, di fronte alle quali a volte ci irrigidiamo, pensando di poterle risolvere così, con una strenua opposizione. Ma questa resistenza ferrea ci mette sullo stesso piano di ciò che combattiamo, e rendendocelo sempre più nemico, lo amplifica a dismisura. Lo abbiamo capito durante la preparazione del Rito, quest’anno più faticosa che mai, un vero banco di prova, un percorso di disciplina. E’ stato necessario spalare fango fino alla mattina del Rito, perché dopo averlo spalato, aver compattato il terreno, avere cercato mille possibili soluzioni e averle attuate con fatica, la pioggia ha vanificato tutto il lavoro. Il vento ha rischiato di strappare il tulle – ben sette chilometri di tulle – che era stato disposto con cura lungo tutto il percorso, e legato a lunghi pali pesanti che già solo conficcarne uno sul terreno era quasi impossibile. La calce del mandala è stata spazzata via, come la stessa scritta “Resilienza”, che durante il Rito è stata scritta nuovamente, col sale, perché Antonio ha detto “bisogna che sia scritta di nuovo, bene, e subito”: ed è stato fatto, bene e subito. Un centinaio di pancali sono stati trasportati faticosamente da un estremo all’altro; le pietre sono state dipinte e poi ritoccate; la conca d’acqua è stata diligentemente ripresa sul fondo e poi alle pareti, una pietra dopo l’altra – quelle piccole, quelle piatte, quelle a uovo, quelle tonde. Tutte le candele sono state sistemate, la Piramide è stata ripulita, il fango è stato anche pestato coi piedi per renderlo liscio, come un tempo facevano gli schiavi, l’incenso è stato distribuito qua e là. Circa millecinquecento litri d’acqua sono stati portati su, per riempire la conca che rispecchiava il cielo e per tutti gli altri usi necessari. Sono stati potati gli olivi, per usarne i rametti; è stato decespugliato e spietrato il terreno; sono stati cancellati i graffiti sulla Piramide, sono state piantate (in un terreno durissimo) decine e decine di canne, sono stati fatti i buchi per poi collocarvi i totem, sono state costruite e ricostruite le zone d’ombra, con la supervisione attenta e infaticabile di Antonio e il lavoro infaticabile di tutti, anche all’Atelier.

E poi gli artisti hanno portato se stessi, con le loro gioie, i loro dolori, il loro essere più autentico, e lo hanno condiviso con noi. La gioia e la resilienza hanno preso il sopravvento anche quando non era scontato che ciò avvenisse: e i visitatori lo hanno percepito.

Su tutto prevaleva la Gioia di vivere, e noi eravamo davvero resilienti, noi che fino all’ultimo da lontano vedevamo la Piramide attorniata da nuvole nere che mettevano a repentaglio la nostra fiducia. Abbiamo fatto il grande salto: abbiamo pensato che la pioggia non avrebbe mai potuto fermare il Rito, perché la Luce è dietro le nuvole, in alto, c’è sempre, e ci abbiamo creduto. Le nuvole si sono allontanate, migliaia di visitatori sono arrivati e hanno sentito la Resilienza. L’hanno percepita “dentro”. E sono andati via portando qualcosa di nuovo nel cuore.

Per questo vogliamo ringraziare dal profondo del cuore tutti quelli che hanno partecipato, proprio tutti: i 15.000 visitatori, gli artisti, le persone che hanno lavorato senza risparmiarsi anche dopo il Rito, quando bisognava smontare tutto, l’indomani, manifestando ancora Resilienza; e vogliamo ringraziare Antonio Presti, che fa sì che tutto questo straordinariamente avvenga; e Gianfranco Molino, che non smette mai il suo sorriso, la pazienza, l’armonia dei modi.

Grazie per aver dimostrato che siamo vivi, resilienti, forti, come il cielo dietro le nuvole, gli alberi scossi dal vento, i semi che trovano il loro giusto adattamento per sbocciare. Perché “chi semina raccoglie semina”. Grazie.

Grazie a tutti:

Sebastiano Adernò, Karim Alishahi, Lucilla Anzalone, Jose Aparcana Elias, Maria Attanasio, Claudia Barcellona, Chiara Bentivegna, Raffaele Berardi, Francesco Bonacci, Annalisa Brucoli, Vincenzo Calvagno, Gisella Calì, Romina Copernico, Gianni Cosentino, Alessandra Costanzo, Gabriele Cutispoto, Giulia D’Urso e Vira Giacco, Ginevra Gilli e Federico Chiofalo, Patrizia D’Antona, Concetta De Pasquale e Anna Di Leo con Davide Minutoli e Jamel Ortega, Maria Teresa De Sanctis, Angela Di Blasi e Alberto Criscione, Maria Grazia Falsone, Annamaria Giannini, Enrico Saro Grassi Bertazzi e Lucia Zahara, Giana Guaiana, Biagio Guerrera e Moncef Chachem, Marianna Gullì, Antonio Lanza, Santina Lazzara, Lia Lo Bue, Evelina Lo Pilato, Mimmo Minà, Enza Mortillaro e Rosanna Palmeri, Pamela Nicolosi, Daniela Orlando, Giuseppina Palumbo, Gianna Parisi, Elio Provitina, Luca Recupero, Margherita Rimi, Giovanni Russo, Lucilla Scalia e Anna Barbagallo, Andrea Sciacca, Alfio Sciacca, Demetrio Scopelliti, Stefania Sperandeo, Cateno Tempio, Santina Torrisi, Vincenzo Toscano e Simona Guaiana,  Domenico Trischitta, Davide Vaneria, Agostino Zumbo e Francesca Ferro, tutti i componenti di Isola Quassùd Liquid Company diretta da Emanuela Pistone, Poetarum Circus con Giusy Cancemi Di Maria, Peppe Caracè, Annalisa Distefano, Paolo Gulfi, Sebastiano A. Patanè, Gianluca Pipitò, Paola Puzzo Sagrado, Giò Scifo, Alessandro Suizzo, Marcella Tomasino e Mauro Priano, Gisella Torrisi, Vincenzo Toscano e Simona Guaiana, Gli allievi del Corso di Scenografia dell’Accademia di Palermo della prof.ssa Valentina Console: Adriano Bucca, Maddalena Di Bella, Anna Di Carlo, Antonino Di Miceli, Serena Pantaleo, Renè Purpura, Calogero Scalici, gli allievi dell’Accademia Internazionale del Musical con la direzione artistica di Enrico Sortino, Scenografie Panta Rhei di Franco Cannata e Luca Melilli con Daniela Costa, Maria De Francesco, Alessia Sicilia e Valentina Costa, Sara Pappalardo e le Donne di Ararat dell’Asd Tery al Kubra, Atman Yoga Association Enna (Ashtanga Yoga e Hatha Yoga) con l’insegnante di Yoga Anna Lo Grasso e gli allievi Marta Colajanni, Patrizia Fundrisi, Erika Piccillo, Rosalba Murgano, Mara Braggio, Simona Parrinello, la ballerina di danze medio-orientali Gianna Parisi, i musicisti Antonella Barbera, Giuseppe Di Bella, Gabriella Occhino, i fotografi Fabio Leone ed Enrico La Bianca, i performer Massimo Estero, Mario De Rose e Patrizia Fazzi, Monica Lanzafame, il Centro Chinesiologico Motus di Enna e l’Ente di Promozione Sportiva C.S.A.In., onuno dei componenti del coro di Mistretta di Felice Lo Prinsi, del coro di Sant’Agata di Militello di Sabina Gallà, del coro femminile “Solmi Lab” di Cefalù di Rosangela Portera e del coro di Palermo di Serena Pantè.

E Grazie ancora, in ordine sparso, a Lino e Lorella Bitto, Silvia Mazza, Cristina Barbetta, Gloria Di Paola, Francesca Calabrò, Raffaella Giamportone, Caterina Palmisano, Milo Floramo, Francesco Speziale, Paolo Romania, Claudio Floresta, Alessandro Lo Cascio, Carlo Lo Giudice, Claudio Quattroluni, Rosy Portera, Walter Fardella, Monica Laurentini, Giuliana Avila, Maria Grazia Falsone, Simona Baldassarini, Adriana Scancarello, il Direttore Alessio Candiloro, Arsinoe Delacroix con Alessandro Grasso e Massimo Pulvirenti, Tecla Cupane, Simonetta Trovato, Claudia Di Pasquale, Giuseppe Nucifora, Vincenzo Barbera, la infaticabile Signora Maria con Georgeta, Maria, Ezio e Sara, Iolanda Sgarlata, Massimo, Enza, Maria e Sandro al bar, e a ognuno dei quindicimila visitatori.

Daniela Thomas

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