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Piccolo Blu e la paura della luce del sole che diventa censura

12 luglio 2015

Ecco uno dei pericolosi libri messi all’Indice, come sapete tutti, dal Sindaco di Venezia, se volete potete rendervi conto sfogliandolo qui: https://www.youtube.com/embed/g92dvxJCEFo” target=”_blank”>Piccolo Blu e Piccolo Giallo, di Leo Lionni

Piccolo Blu e Piccolo Giallo di Leo Lionni, ed. Babalibri, Premio Andersen 2001

Piccolo Blu e Piccolo Giallo di Leo Lionni, ed. Babalibri, Premio Andersen 2001

Poesia dell’in-contro, ecco cosa c’è. C’è come ci trasformiamo quando incontriamo gli altri, quelli che nella nostra vita sono importanti, quelli a cui vogliamo bene; c’è la storia di come si cresce. C’è che non si cresce soli.  C’è che specie da bambini siamo come colori, esseri luminosi lievi e gioiosi, non rigidi e immutabili come statue ma fluidi e cangianti, più simili all’acqua che alla pietra.

Certo, però, ognuno vede quello che ha dentro. E pensando al sindaco di Venezia, città che ha strade d’acqua che cambiano colore continuamente perché riflettono il cielo, si stringe il cuore. Chissà cos’ha vissuto per essere diventato così. Magari gli piacerebbe che la sua città si cristallizzasse e l’acqua non scorresse più e diventasse basolato di pietra, chissà.

Chissà se presenzia, in qualità di Sindaco di Venezia, allo Sposalizio del Mare, quello istituito nell’anno 1000, e che cosa prova nel momento in cui si lancia l’anello nuziale nel Mare, in segno di indissolubile unione. Quale sarà il genere del mare?

Magari gli dà fastidio la luce del sole, come a Maga Magò  ne https://www.youtube.com/embed/p4iNN0UY8gc” target=”_blank”>La Spada nella Roccia di Walt Disney. Forse potrebbe stare al sicuro, chiuso al buio in una casa di pietra, o anche meglio in una torre (o forse la torre gli appare fallica? meglio una grotta? o anche la grotta può sollecitare discriminazioni religiose, razziali, fisiche o non so come?). Non sappiamo in effetti cosa potrebbe essere meglio per lui: non lo conosciamo; ma una cosa è certa: dovrebbe prendersi cura di sé, e non cercare di impedire a tutti i bambini di crescere e provare meraviglia, gioia e stupore di fronte alla vita.

E vorremmo ricordare un antico detto orientale: “Quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito”.

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