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In nome di Dio, annichilire

17 agosto 2015

“Vespro Siciliano”, 1982, legno di frassino assemblato – Salvatore Rizzuti – Museo Civico di Caltabellotta

Da laica – e ci tengo a dirlo – condivido la petizione lanciata da castelbuono.org che troverete a questo link: https://www.change.org/p/revoca-del-provvedimento-di-trasferimento-a-padre-domenico-costanzo?recruiter=31625144&utm_source=share_petition&utm_medium=copylink

Mi sento di unire la mia voce, infatti, a quella di coloro che chiedono la revoca del trasferimento di un anziano e integerrimo Frate Cappuccino di Castelbuono, P. Domenico Costanzo, per avere testimoniato in favore di una donna abusata e poi sottoposta a pesantissimo mobbing all’interno della ben nota comunità di San Giovanni Rotondo (qui i relativi documenti: http://www.castelbuono.org/servizio-de-le-iene-sui-presunti-abusi-nel-santuario-di-padrepio-padre-domenico-risponde-al-comunicato-stampa-del-convento/).

Mi sento di aggiungere alla petizione anche la richiesta di un aiuto per la donna che ha subito abusi sessuali ancora più gravi, repellenti e disgustosi in quanto effettuati nei suoi confronti da chi, oltre che il potere di un datore di lavoro, esercitava anche un potere spirituale. In nome di Dio, infatti, è fin troppo facile annientare, annichilire, distruggere, proprio come accadeva nel Medioevo: e se ancora oggi non è possibile denunciare le immonde turpitudini che accadono molto più frequentemente di quanto non si creda a danno di persone particolarmente sensibili, delicate, preziose o semplicemente inermi, ingenue e indifese; se ancora dobbiamo temere di far sentire la nostra voce contro chi detiene un potere economico ammantato di spiritualità; se le più alte autorità tirate in ballo fanno orecchie da mercante, beh, allora è finito tutto.

E siccome noi non crediamo che sia finito tutto, alziamo la nostra voce con fermezza, e lo facciamo anche traendo ispirazione da queste immagini di un’opera dello scultore Rizzuti realizzata nel 1982, in occasione del settimo centenario dei Vespri Siciliani, nel momento in cui, cioè, la nostra Sicilia, proprio come una donna, era violentata dal potere di allora, rappresentato da Carlo d’Angiò e dal Papa Martino IV.

Vespro Siciliano, 1982 terracotta, bozzetto

“Vespro Siciliano”, 1982, Terracotta, bozzetto – Salvatore Rizzuti – Museo Civico di Caltabellotta

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