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Il bel Narciso con le radici a verme

25 gennaio 2016

narciso-tazettaNarciso, un fiore bellissimo. Molto delicato, semplice, innocente come tutti i fiori.

Il profumo è inebriante e stordisce: non a caso si chiama così, con questa radice che ha tanto in comune con “narcotico”.

Il bulbo contiene una sostanza fatale, la narcisina, che può anche provocare la morte, negli animali o nell’uomo:  somiglia tantissimo a una cipolla, ma non lo è.

Ma perché proprio in questo fiore si è trasformato il Narciso del mito?

Me lo sono chiesto a lungo: e non tanto per il Narciso mitologico, ma per tutti quelli che s’incontrano ormai sempre più frequentemente. A guardarli – una volta “sgamati” – e poi a guardare quel fiorellino delicato, parrebbe non esserci proprio alcun nesso.

Ma io volevo capire, e volevo farlo osservando i bulbi, perché i narcisi in carne e ossa ormai li riconosco e non mi sorprendono più, e nemmeno mi fanno ridere come un tempo. Così ho comprato dei bulbi e li ho messi tutti insieme in un vaso di vetro, su uno strato di pietruzze, e sotto le pietruzze ho messo dell’acqua. Li ho lasciati così, nudi, e ho aspettato giorni e settimane, perché avevo letto che quando sentono l’acqua allungano le radici a cercarla.12185562_10204017668036671_702086053462286045_o

Ma niente. Non è successo proprio niente. Sono rimasti immobili, e sebbene mi pareva avessero un che di tronfio, a un certo punto ho provato pena per loro, nudi e vicini all’acqua ma senza terra; e li ho coperti bene.

Sono passati altri giorni e settimane: niente. Niente di niente. Quel vaso di vetro, sulla mia scrivania, cominciava a darmi fastidio, finché un giorno mi sono resa conto che guardavo sempre la superficie della terra, spiando qualche traccia di verde, e non mi ero accorta che sotto le pietre c’erano un’infinità di radici, lunghe, bianche e verminose.12516082_10204320309402516_321009746_nAllora all’improvviso ho capito.

Il bel Narciso dalla voce insinuante, lui capace di dire cose mirabili anche se non le pensa minimamente (e infatti le dimentica un attimo dopo), lui che approfitta biecamente di ogni cosa che possa tornargli utile senza chiedere il permesso, lui che non vede altro che se stesso, prima di mostrarsi nella sua seduttività, striscia. Striscia come un verme fino a riempire ogni spazio di sé, ma non si fa vedere che quando sa che ormai in quel vaso non può esserci altra vita che la sua. Allora appare, tutto circonfuso d’innocenza, ma ha la stessa natura di un serpente a sonagli o di un cobra.

Avvinto al suo essere strisciante, il Narciso sa solo saccheggiare.

Ha radici da verme, ecco cos’è. E quando gliele guardi, quelle radici, lo fai diventare matto, e le prova tutte, si cambia persino la voce cercando di adattarla alla tua, se deve chiederti di fare qualcosa, e ti dice le cose che sa che a te piace sentire, ma è tutto inutile, perché quelle lunghe radici a verme gli tolgono ogni magia, e più lo guardi più ti accorgi di quanto sia miserevole, e allora succede la cosa più bella: che scoppi a ridere perché ti accorgi di qualcosa di particolarmente ridicolo in uno come lui, ad esempio che gli escono ciuffi di peli dalle orecchie e/o dal naso. Non sepali, ma peli.

Eh no. Il fiore è molto più carino.

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