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C’è sempre un senso

31 gennaio 2016

Schermata 2016-01-31 alle 09.05.18.pngIl cuore non può dimenticare
a meno che non contempli
ciò che rifiuta
Emily Dickinson

Ci sono dentro di noi degli spazi cancellati.

Non basta dire che sono vuoti, perché anche se in effetti lo sono, hanno una forma precisa, che evoca un’assenza, una mancanza ben definita.

Queste cancellature hanno una straordinaria potenza, perché attivano in noi ogni resistenza, ogni rifiuto, senza che sappiamo perché. Sono come buchi neri in cui tutto viene inghiottito e si dissolve, in un’eterna ripetizione coatta. Quando ci avviciniamo a contenuti che in qualche modo possono evocare quegli spazi cancellati, siamo come intrappolati e “agiti” dal fantasma di qualcosa che non c’è più eppure c’è ancora, invisibile agli occhi. “Ciò che non affiora alla coscienza torna sotto forma di destino”, scriveva Jung.

Il cuore non può dimenticare, è la traduzione del verso originale della Dickinson che è The Heart cannot forget. La traduzione di “forget” in “dimenticare” dice qualcosa di profondissimo, perché “dimenticare” vuol dire “cancellare dalla mente”. Il cuore ha un linguaggio completamente diverso da quello della mente: non è fatto di parole, ma di ampiezza, di accoglienza, di spazi – appunto – che possono essere aperti o al contrario rinnegati. Che il cuore “non può dimenticare” significa dunque che conserva la rimozione e non la memoria di qualcosa che non si vede più ma ancora fa male, e quindi è rifiutato. E proprio perché è rifiutato si cristallizza, non trova parole e fa male ancora e sempre di più – e impedisce il presente.

Ma in ciò che accade c’è sempre un senso, a maggior ragione quando sembra che non ci sia, quando è difficile da accettare, conflittuale, doloroso: e il senso è quello che ci ricollega alla nostra stessa storia e le restituisce un significato nell’andare oltre, nel procedere, nel processo. Ciò che ci accade è il filo che ci consente di ricucire quello spazio vuoto, quello strappo, perché il presente possa accadere e la nostra vita possa essere vissuta con occhi nuovi.

Tutto questo avviene solo a patto che siamo in grado di contemplare – con gli occhi del cuore – ciò che il cuore stesso rifiuta.

Schermata 2016-01-31 alle 09.43.29In questo bellissimo video di Claudia Gambadoro, in una casa che non esiste più sulla mappa, esistono ancora intatti i vuoti, i “rifiuti” del tempo. Tutto è ancora dov’era, pur senza esserci. E lei, senza timore, a tutto restituisce, pian piano, una sagoma e un corpo, non rifiuta nulla, lascia entrare i ricordi, il passato, il senso, fino a potersi consentire di essere presente qui e ora, lei, con le proprie mani e con i propri piedi, al punto da lasciarvi la propria impronta.Schermata 2016-01-31 alle 09.52.48.png

Per il video clicca qui: Transiti – Claudia Gambadoro

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