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Rito della Luce 2016: ci stiamo preparando

30 marzo 2016

Da Palermo all’Atelier sul Mare, a Castel di Tusa,  ci sono circa 93 Km, leggo su Google Maps. 93 Km e 18 gallerie, aggiungo io. Alcune sono lunghe, altre meno; alcune sono illuminate, altre no, e dentro a volte c’è acqua che schizza quando ci cammini sopra. Ogni volta, comunque, entri e percorri un tunnel scuro, e poi esci e vedi prima di tutto il cielo, azzurro, come oggi, azzurrissimo,  e pensi “chissà com’era quando nascevo, se già così è così bello e angosciante, anche se non sono stretta e costretta, anche se non sono spinta fuori, o forse sì, perché in galleria vado più veloce, allora ero io che mi spingevo fuori? Boh.”.

Fai tanti pensieri strani, e pensi che stai andando all’Atelieqr sul Mare, e che di sicuro ci sarà un motivo in quest’alternanza di luce  e buio che ti porta là ogni volta. Parti di cattivo umore, magari, com’ero io stamattina, con una canzone che ti gira in testa, senza senso, e poi pian piano ti accorgi che sei contenta, che ti piace essere in viaggio, andare, e andare là, a sentire vedere sapere che cosa accadrà, a parlare di cose di cui solo là si parla, le cose speciali di cui è fatto il Rito della Luce, le cose speciali che sono negli occhi verde dorato di Antonio Presti, e nel suo cuore.

E sono arrivata al momento giusto, infatti, quello giusto per andare fare parlare vedere; ed è stato “il giorno della Regina”, che è durato un tempo lunghissimo e breve, come nelle favole quando dici c’era una volta in un posto lontano lontano. Il tempo si è fermato e ho visto un sacco di cose, per esempio quella che chiamiamo l'”Onda”e invece si chiama IMG_6317Energia Mediterranea, che dopo il restauro è diventata ancora più bella – un’Onda di Energia Marina adagiata su un prato tutto fiorito di mille colori, uno tsunami di energia fatta di pace, bellezza, fremito, “gioco”, aggiunge Antonio, che a guardarla da sopra, ora che è restaurata, sembra di velluto, e invece da sotto sembra una barca di legno, anzi no, sembra l’Arca di Noè, fatta apposta per portarti in salvo duraIMG_6322.jpgnte il diluvio; sarà magari perché l’altro giorno l’ho vista al Duomo di Monreale, l’arca di Noè, in un mosaico bellissimo del XIII secolo, mentre uno – forse Noè in persona – la costruiva con un martello in mano e le assi da inchiodare e anche una sega: sarà per questo che oggi l’ho rivista là, tutta blu, sul prato; non lo so, ma era bellissima.
E poi ho visto la Piramide: piccola dapprima, sul mare, un’emergenza che indicava il cielo, e che man mano che la strada scendeva, saliva, finché noi eravamo in basso, ai suoi piedi,
e lei era là, in alto, contro il cielo, nella sua straordinaria e semplice manifestazione.

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E ho visto che il tunnel è sempre più lungo, e somiglia a quello percorso da Dante insieme a VirgIMG_6339ilio; e che gli alberi di ulivo sono stati bruciati, vigliaccamente bruciati, ma già lunghi polloni vanno verso il cielo, incuranti di tutto quel nero, e mille fiorellini colorati festeggiano la rivalsa della Vita su qualunque miserevole atto che vorrebbe negarla, la vita, e che invece fa parte della vita stessa. “Io li ringrazio, quelli che mi ostacolano”, diceva Antonio, “perché mi danno la possibilità di attraversare certe cose che altrimenti non avrei attraversato e di avere laIMG_6341 meglio poi, perché il valore non è quello del denaro e nemmeno quello del potere, il valore è il valore”.

 

 

 

IMG_6344Il valore è il valore, e guardo il piccolo lago fatto un anno e poi l’anno dopo, con le pietre e l’acqua, e ora ci sono solo le pietre, perché senza noi che ci mettiamo l’acqua è secco;
e il percorso di pietre bello, con le parole dipinte, che invece è rimasto tale e quale; e il mandala, con le sue pietre d’oro, tali e quali a brillare nel sole.

 

IMG_6352E poi ho visto quella che chiamiamo la Finestra sul Mare, e Antonio si è fermato per farmi vedere la Piramide lontana, incorniciata là, dentro la finestra, anche questa di ombra e luce, bellissima, poderosa, anche questa gioco ed energia, una finestra che ti fa vedere le cose, perché ci mette la cornice, e tu ti accorgi che esiste il mare, che esiste il cielo, che ci sono le nuvole, che ci sono le onde, che c’è il mondo e ci sei tu che lo guardi e guardandolo lo crei.

E poi ho visto che Antonio ha IMG_6351punteggiato il territorio con dei cartelli che sembrano cartelli stradali, indicazioni turistiche, e invece no, sono cartelli che ti dicono il nome dell’opera che stai guardando e l’autore, ma in primo piano riportano una poesia, dell’autore stesso o di Antonio o di altri, proprio così. Le indicazioni stradali o turistiche sono poesia: e una è proprio di fronte al cimitero, quella di Renzo Barbera, è là e chi di noi la legge pensa di essere vivo e che se invece fosse morto e fosse sepolto là, ecco, magari la gente si fermerebbe un attimo a pensare a quello che ha perso non parlandoci di più, quand’era vivo, non cercando di IMG_6384capire che cosa diceva e faceva e soprattutto perché.

Perché uno organizza il Rito della Luce? Perché? Non c’è un motivo di quelli soliti, perché col Rito non ci guadagna nessuno – a parte il territorio, visitato guardato ammirato scoperto da occhi nuovi e curiosi e da altri occhi che già lo conoscono, ma sempre lo guardano con lo stesso stupore. Non si guadagnano soldi e nemmeno potere, però il valore è valore, ecco quello aumenta. Aumenta la bellezza che si sente dentro, aumenta il piacere di fare le cose – tutte le cose, quando poi si torna a casa; il Rito rimane dentro,, attiva, sferza di energia e di bellezza, e ti dice con chiarezza che le cose che fai senso non ne hanno, ma è proprio in quell’assenza di senso che seiIMG_6381 vivo, come un albero di albicocco, che fiorisce perché fiorisce e fa i frutti perché li fa.

 

Il senso non c’è, come nel piacere di condividere un piatto di pasta fatto col nero delle seppie appena pescate dal pescatore appena arrivato quando tu arrivi là a cercarlo; una cosa semplice e buona, cucinata dalle mani sapienti della Signora Maria, che te la imbandisce nel modo migliore, nel piatto giusto, nel luogo giusto, e tu la mangi e sei contenta, là, sapendo che tra poco te ne andrai perché il tempo nelle favole non è il tempo normale, e quando arriva un certo momento devi andar via o la tua macchina diventerà una zucca, e torni a casa più veloce, contando le gallerie, 1,2, 6, 9, 18, e già ti vedi a ricercare un senso, e invece non c’è nessun senso, c’è che siamo qui, vivi, e che sentiamo il cuore che si riempie soltanto quando facciamo le cose che abbiamo nel cuore.IMG_6397

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