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#Bastatacere!Le madri hanno voce

5 aprile 2016
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Quando si parla di violenza sulla donne, si pensa alla violenza domestica, agli abusi sessuali.

Quasi mai si pensa alla violenza che le donne possono subire in un momento molto sensibile della loro vita sessuale e riproduttiva, durante la gravidanza, il parto, l’allattamento.

Domodama vi invita a cliccare “mi piace” sulla pagina Facebook

www.facebook.com/bastatacere

e a dare uno sguardo alle tantissime testimonianze che stanno arrivando.

Anche noi quindi invitiamo le madri che hanno subìto abusi durante il parto a pubblicare il proprio cartellone, seguendo queste istruzioni tratte dalla pagina facebook:

Se durante l’assistenza al parto avete vissuto esperienze di abuso, maltrattamenti o violenza, vi chiediamo di:

• scrivere la vostra esperienza in un foglio (anonimo, senza riferimenti alle persone e/o luoghi precisi*) intitolandolo #bastatacere
• farvi un auto-scatto con il foglio (senza viso*)
• postarla sulla pagina Facebook: https://www.facebook.com/bastatacere (potete mandarla come messaggio e la postiamo noi*)
• farla girare nei social network con l’hashtag #bastatacere
• a partire dalla data 4 aprile 2016 per 15 giorni.

* il reato di “violenza ostetrica” in Italia non esiste, ma quello di calunnia e diffamazione sì, ed è un reato penale – per questo consigliamo l’anonimato.

Le donne e utenti dell’assistenza alla maternità sono escluse dalle decisioni sul percorso nascita e sulle politiche sanitarie che riguardano il loro corpo e i loro bambini. Le loro voci non vengono ascoltate, eppure esse descrivono un quadro preoccupante in cui emerge che nell’assistenza alla nascita in Italia i diritti fondamentali e costituzionali non vengono rispettati.

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L’11 marzo 2016 è stata depositata una proposta di legge “Norme per la tutela dei diritti della partoriente e del neonato e per la promozione del parto fisiologico” da parte dell’On. Adriano Zaccagnini. (http://parlamento17.openpolis.it/singolo_atto/62977)

La proposta propone il rispetto dei fondamentali diritti umani della madre e delle persone che nascono perché garantire i diritti significa anche garantire sicurezza e salute. Si tratta di una proposta che mette la madre e il bambino al centro.

Nessuna legge sulla nascita deve prescindere dal rispetto dei diritti fondamentali e costituzionali delle persone assistite e gli utenti hanno il diritto di partecipare attivamente all’assistenza sanitaria a loro fornita e alle politiche sulla salute.

La proposta di legge introduce il reato di violenza ostetrica in seguito alla recente dichiarazione dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS 2014) su “La Prevenzione ed eliminazione dell’abuso e della mancanza di rispetto durante l’assistenza al parto presso le strutture ospedaliere”. Tale dichiarazione evidenzia quali siano i trattamenti che le donne subiscono durante l’assistenza al parto e in particolare:

• l’abuso fisico diretto
• la profonda umiliazione e l’abuso verbale
• procedure mediche coercitive o non acconsentite (inclusa la sterilizzazione)
• la mancanza di riservatezza
• la carenza di un consenso realmente informato
• il rifiuto di offrire un’adeguata terapia per il dolore
• gravi violazioni della privacy
• il rifiuto di ricezione nelle strutture ospedaliere
• la trascuratezza nell’assistenza al parto con complicazioni altrimenti evitabili che mettono in pericolo la vita della donna
• la detenzione delle donne e dei loro bambini nelle strutture dopo la nascita connessa all’impossibilità di pagare
• inoltre, adolescenti, donne non sposate, donne in condizioni socio-economiche sfavorevoli, donne appartenenti a minoranze etniche, o donne migranti e donne affette da HIV sono particolarmente esposte al rischio di subire trattamenti irrispettosi e abusi

Per far ascoltare la voce delle donne abbiamo dovuto scrivere una proposta di legge.

Per farci sentire dobbiamo unirci in coro: #bastatacere!

Per tutte le informazioni scrivete a hric.italy@gmail.com.

 

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