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Che sta succedendo alle Balate?

11 luglio 2016
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2 commenti leave one →
  1. elena serio permalink
    12 luglio 2016 09:58

    Strano articolo davvero!
    Sembra scritto, per non uscir di metafora, da un figlio in crisi adolescenziale che ha da risolvere qualche problema personale e lo fa con l’arroganza e la sicumera dell’età.

    Strano vedere la violenza dalla parte di chi, anche con gesti di estrema RESISTENZA CIVILE, si sta opponendo ad una logica di sopraffazione!

    Chi prende il testimone, in genere è qualcuno che ha camminato con te, che si è sporcato le scarpe e conosce la polvere e la fatica..
    Allora mi domando come possa chi non ha mai messo piede in una biblioteca gestire QUESTA biblioteca?
    E ancora, come si possa non parlare di TRADIMENTO quando all’uso della cultura, dell’accoglienza e della cura subentra l’uso della forza, del sopruso e dell’ignoranza?

    Elena Serio

  2. 12 luglio 2016 11:00

    Cara Elena, il sogno della Biblioteca è stato anche mio. Non da figlia mi sono posta nei confronti di Donatella. Noi siamo state uguali e fianco a fianco. Io sono figlia e sono madre, ma con lei non sono né l’una né l’altra. Sono stata e sono amica, e qui di seguito ci sono i link che possono riportarti ad alcune delle cose che sono state scritte sulla Biblioteca e su Donatella in questi anni su Domodama, che della Biblioteca è stato anche voce.:

    https://domodama.wordpress.com/tag/donatella-natoli/

    https://domodama.wordpress.com/tag/biblioteca-dei-bambini-e-dei-ragazzi-le-balate/page/3/

    https://domodama.wordpress.com/tag/biblioteca-dei-bambini-e-dei-ragazzi-le-balate/page/4/

    Mi dispiace che le mie parole siano state lette – e non solo da te – come arroganti e quant’altro. Io rileggendole provo quello che ho provato scrivendole, che è affetto e amicizia per lei e per quel sogno che abbiamo per un lungo tratto condiviso.
    Di tutto il resto non si può parlare perché bisognerebbe analizzarlo punto per punto, e non posso certo farlo qui, e poi non è nemmeno questo il mio intento.
    Io mi limito a scrivere quello che sento, che è già tanto, perché per farlo mi guardo dentro prima. Molti invece scrivono senza guardare da nessuna parte. Vedono solo la punta dell’iceberg e già hanno la Verità in mano; quando non sono animati da altro.

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