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Le Luci di Natale sono dentro

11 dicembre 2016

15337545_10206361083580595_8871820162784626474_nÈ già iniziato il tempo delle feste: non sono poche le persone che, in questo momento dell’anno, si sentono particolarmente giù, nonostante [?] gli addobbi natalizi, le luminarie, le canzoncine di Natale e quant’altro.

Non entreremo troppo nel merito di questa “sindrome natalizia” che ci coglie ed è forse la manifestazione di una sana resistenza a ciò che “si fa” e “si deve fare” cancellandone completamente il senso profondo: questo diffuso malessere, sempre più manifesto, la dice lunga senza che siano necessari commenti ulteriori [o no?].

Al di là dell’evidente scollamento tra ciò che diciamo di voler fare – festeggiare il Natale – e ciò che facciamo realmente – disperderci e stressarci in ogni modo possibile, intossicandoci fisicamente, emotivamente, spiritualmente e psicologicamente -, in questo periodo dell’anno sentirsi un po’ giù è assolutamente naturale. Anche se non ce ne rendiamo conto del tutto, infatti, ognuno di noi è un microcosmo che rispecchia in tutto e per tutto il macrocosmo; e come le fasi lunari rispecchiano i cicli delle maree, quelli della fertilità della terra e quelli mestruali, anche i cicli stagionali trovano una qualche rispondenza nel profondo di noi.

Il 21 dicembre, giorno del Solstizio d’Inverno, è il momento dell’anno in cui la notte è più lunga e l’oscurità più fitta: e questo ci riguarda tutti. Anche dentro di noi, nel nostro cielo interiore, tutto sta volgendo al buio: e il buio, specialmente se freddo come in inverno, ci porta a ritrarci, a guardarci dentro, a stare in silenzio, a cercare nella nostra interiorità le stelle più luminose, i sogni più autentici, le luci più colorate: per questo accendiamo lucette dovunque. E come il momento più buio della notte è quello che precede l’alba, anche questo momento dell’anno, cupo e difficile, è quello che precede la Nascita della Luce, che infatti viene celebrata da ogni tempo, non casualmente, proprio in questi giorni.

Recuperare dunque un po’ di intimità, di momenti veri ed autentici, di “lucine” da accendere dentro di noi prima che fuori, è l’augurio che Domodama, insieme al neonato Porto di Pan, rivolge nello stesso momento a tutti e a “ogni uno”. E, ben consapevoli della difficoltà di realizzare quanto vi auguriamo, abbiamo organizzato due momenti:

  • uno è quello della presentazione di un libro, “Orlando allo specchio – Uomini e pupi nel teatro di Mimmo Cuticchio”, di Giulia Lo Porto, Lussografica editore, martedì 13 dicembre alle ore 20.15 presso l’Associazione Colori di Luce a Palermo, in via Sciuti, 98.

schermata-2016-12-11-alle-11-16-49Non sarà una presentazione tipica, di quelle in cui si discute sul tema del libro, no: nel giorno tradizionalmente dedicato alla Luce, noi parleremo di Sguardo, di un modo diverso di vedere le cose e di raccontarle e di viverle, quel modo che trasforma. Sì, perché noi non lo possiamo cambiare il mondo, ma il nostro modo di vedere sì, e non è cosa da poco! Salire su una montagna non cambia il mondo, ma la prospettiva in cui lo vediamo, e questo vale sempre! E poi, siccome il 13 dicembre a Palermo si mangiano le arancine, le condivideremo anche noi, piccoline come palline di Natale fatte di chicchi di riso perché è in questo momento dell’anno che si seminano chicchi di ogni tipo, nella terra intorno e dentro di noi. E un po’ di vino buono lo condivideremo pure, perché fa bene brindare con quello che un tempo si definiva “sangue della terra”. E proprio a Colori di Luce, che già nel nome è un augurio grande.

  • L’altro evento è quello lo spettacolo di Sandro Dieli “Lungo le arterie del mondo”, venerdì 23 dicembre alle 20.00 presso Il Giardino di Ballarò, in via Porta di Castro, 75, sempre a Palermo.

schermata-2016-12-11-alle-11-18-02Anche qui, uno spettacolo particolare: sono storie di gente comune, tratte da Sandro dai giornali di tutto il mondo, storie in cui ognuno di noi potrà riconoscersi, forse, e un po’ sorridere e un po’ commuoversi, chi lo sa. Saremo lì, riuniti come un tempo quando non c’era la televisione e nemmeno Internet, intorno a Sandro che ci parlerà… di noi, di queste arterie del mondo che sono come le nostre, in cui scorre il sangue, e come i fiumi – e guarda caso, saremo proprio in via Porta di Castro, che era un tempo il letto del fiume Kemonia, che ora dov’è? Sotto, dentro, prima: non si vede ma c’è.

Così Domodama e Il Porto di Pan vorrebbero augurarvi un modo diverso di vedere le cose, ad ogni istante, tra fiumi di luce e luce a fiumi.

Per info e prenotazioni, potete cliccare sulle immagini, chiamare me al 348 6959545 o inviare una mail a ilportodipan@gmail.com.

Vi aspetto con gioia!

 

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