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Dare voce all’urlo delle madri?

14 dicembre 2016

Mentre scrivo è ancora in corso un Convegno, oggi a Villa Igiea, su “Promozione, sostegno e protezione dell’allattamento materno. Programma della Regione Sicilia”.
Quanti anni sono passati, mi dico! A giudicare dal titolo, sarà cambiato qualcosa; o no?

Mi siedo, ascolto, qualcosa non va.
Forse è la location, una bella sala convegni molto rappresentativa: tendoni bordeaux, slide su slide che vengono lette didascalicamente invece di sintetizzare il pensiero dei relatori (ma a che servono allora? boh), l’assetto da “conferenza” – esperto da un lato, platea dall’altro… non riesco a trovare un nesso evidente tra il tema – un sapere innato da evocare riconoscere scoprire – e il linguaggio e lo stile utilizzati.

Il latte lo fa la natura, non è né della mamma né del bambino: mi arrivano echi di frammenti incongrui o taglienti, come strategie dell’allattamento o immagini strane che comunicano volontà di imporre qualcosa, non di evocarla. Tutto sembra debba essere tenuto sotto controllo, compresso, incistato direi, si direbbe quasi che l’allattamento sia un campo di battaglia o una fortezza da espugnare. Il linguaggio che viene utilizzato dai relatori intimorisce quasi, perché al di là di ciò che viene detto sui benefici dell’allattamento sotto ogni punto di vista, sembrerebbe una questione calata dall’alto, imposta, cristallizzata, istituzionalizzata; si ha come l’impressione che la situazione sia sfuggita di mano e sia necessario riprenderla e ridefinirla; ma il tema non era l’allattamento? Dopo la medicalizzazione della gravidanza e del parto, non si arriverà per caso all’istituzionalizzazione di un sapere spontaneo?

Quando ormai sto per desistere e decidere di tornarmene a casa, confusa fra l’altro da un’immagine di Roberto Bolle sullo sfondo di una slide, accade l’imprevedibile.

Viene data la parola all’avv. Claudia Pilato, il cui nome appare nel programma del convegno piccolo piccolo e solo a chi lo vuole vedere. Con grazia e cortesia, Claudia ringrazia la ASP per aver consentito la presenza al Convegno dell’Associazione L’Arte di Crescere che lei rappresenta, e poi dà la parola a Marika Gallo, mamma alla pari.

Di colpo cambia l’atmosfera: la voce di Marika è voce di donna che sa, che sente e che dice denuncia sottolinea grida persino, pur senza alzare la voce: grida solo nel tono, fremente, in un curioso contrasto che mi ricorda la giovane Joan Baez.

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Joan Baez

Freme, la voce di Marika, pur nel suo aspetto etereo: vibra ricordando quanto poco spazio
sia dato all’esperienza, alle competenze, al sapere innato delle madri, quello che andrebbe restituito e non prescritto né impartito, perché non si tratta di una terapia né di un insegnamento.

Ma già, le madri non sono neppure in locandina… c’è un bambino là, da solo, con un seno che lo nutre. La madre è scotomizzata, la relazione non c’è.

L’allattamento, però non è questo. È relazione.

Ecco quanto hanno detto Claudia e Marika, per quanto incalzate a concludere presto:

 

15350664_1735930380058031_2955478775803859146_n14 DICEMBRE 2016

PROMOZIONE, SOSTEGNO E PROTEZIONE DELL’ALLATTAMENTO MATERNO – PROGRAMMA DELLE REGIONE SICILIA – VILLA IGIEA
PRESENTAZIONE PROGETTUALITA’: ALLATTARE È RELAZIONE, ALLATTARE È VIVERE LA NOSTRA CITTA’

CLAUDIA: Buongiorno, nel ringraziare tutti gli intervenuti, occorre che noi ci presentiamo: io sono Claudia Pilato e lei è Maria Caterina Gallo e siamo mamme alla pari del Gruppo di sostegno alla pari in Allattamento dell’Associazione l’Arte di Crescere.

L’Associazione nasce nel 2009 e successivamente nel 2013 si costituisce all’interno dell’Associazione un Gruppo di sostegno alla pari, si tratta di un Gruppo di auto-aiuto, che si occupa di aiutare e sostenere le mamme nella pratica dell’allattamento, nonostante la giovane età il gruppo ha all’attivo numerose iniziative e nel tempo vi sono confluite risorse che hanno un’esperienza pluriennale nel sostegno all’allattamento tra pari e che con enorme generosità in assoluta gratuità hanno messo le loro competenze al servizio dei fini della nostra Associazione.
Sono molto grata di essere stata invitata dal Dott. Requirez e devo ringraziare anche l’ASP 6 (nelle persone dei Dottori Cipolla, Gambino, Gargano, Gucciardo, Miraglia, Russo e Spedale) se siamo qui oggi per presentarvi il progetto della nostra Associazione patrocinato da istituzioni ed enti dal titolo “Allattare è relazione, allattare è vivere la nostra città”.
Ma prima di parlarvi del progetto fotografico vorremmo spendere due parole sui gruppi di sostegno alla pari in allattamento e sulle loro potenzialità.

MARIKA: Sono tante le evidenze scientifiche e sociali rispetto alla validità dei gruppi tra pari, infatti anche OMS ed Unicef citano l’efficacia dei gruppi tra pari purché gli stessi siano composti da madri adeguatamente formate non solo in allattamento ed alimentazione per bambini, ma anche in dinamiche di gruppo e counselling. Ci sono eccellenze in tal senso nella nostra regione, ma ci rendiamo conto di quanto siano lasciate a sé stesse e poco valorizzate e di quanto sia necessario sviluppare un programma standardizzato di formazione specifica e personalizzata per i gruppi di madri che sostengono le altre madri in allattamento, per le quali il solo manuale OMS-Unicef pensato per i sanitari non è sufficiente. Immaginiamo che a partire dal manuale del partecipante redatto dall’OMS/UNICEF la formazione delle madri debba essere completata offrendo loro soprattutto l’opportunità di una crescita nella identificazione delle proprie motivazioni e nella competenza comunicativa-relazionale (ascolto, empatia, autenticità…). Manca infatti una formazione in grado di orientare le mamme alla pari nell’acquisizione di conoscenze e strumenti per creare un clima facilitante all’interno del gruppo di auto mutuo aiuto e nell’avvio di un processo di educazione permanente basato sul cooperative learning, formazione affidata troppo spesso alle singole iniziative individuali, alcune davvero lodevoli e da prendere a modello, ma che restano ancora isolate. Occorre la lungimiranza di considerare i gruppi tra pari come risorsa per l’intera comunità capace di aprire nuove vie di comunicazione e nuovi canali al fine di consentire alle donne di fare delle scelte informate. L’aiuto offerto dalle mamme alla pari, in un’ottica salutogenetica non è da considerare in competizione, né sostitutivo rispetto a quello offerto dagli operatori sanitari, e dalle varie figure professionali, bensì rappresenta un aiuto complementare ed una risorsa imprescindibile. Promuovere la collaborazione tra operatori, territorio, gruppi di sostegno e la comunità locale serve a creare reti di sostegno a cui indirizzare le madri al momento della dimissione dall’ospedale (come recitano il passo 7 e 10 Unicef) oltre che a costruire una cultura dell’allattamento.
Pertanto auspichiamo che nelle prossime occasioni e nelle iniziative successive a questo convegno possa essere messo in agenda anche uno spazio-tempo dedicato a questi temi e a questi ruoli nella promozione protezione e sostegno all’allattamento.

CLAUDIA: In quest’ottica si inserisce il lavoro che presentiamo oggi, confluito in un programma di ampio respiro socio culturale di cui il progetto fotografico è solo una parte. Si tratta di un progetto fotografico i cui scatti sono stati realizzati da una giovane fotografa palermitana, Valentina Celano, non ancora madre ma zia e che oggi circondano la sala.
Ci piace presentarvelo come un progetto culturale volto a dissolvere tutta la rete di pregiudizi e luoghi comuni che rendono difficile integrare l’esperienza dell’allattamento con la vita sociale delle neomamme e che desidera mettere in evidenza come il tempo dell’allattamento possa integrarsi con gli altri tempi della vita di una donna attraverso scatti che immortalano momenti di relazione mamma-bambino contestualizzati in luoghi simbolo della nostra città.

MARIKA: Quando abbiamo proposto il nostro progetto ed abbiamo lanciato attraverso il nostro blog il contest, siamo state letteralmente sommerse dalle richieste di mamme che volevano essere fotografate mentre allattavano i loro bambini non più neonati in luoghi simbolici di Palermo. Non c’era un premio in palio, lo sapevano bene, ma un premito che le opprimeva sì, evidentemente. Il nostro contributo nasce dal desiderio di dare voce a questo premito e di restituire la parola a tutte quelle donne che se la sono vista a loro volta tolta e che se la vedono tolta ogni volta che sono escluse dai processi di partecipazione attiva.
Occorre dare voce all’urlo delle madri, è importante la partecipazione delle madri al piano regionale di promozione protezione e sostegno dell’allattamento e per far questo dobbiamo tutti quanti iniziare con un cambiamento di paradigma su due diversi fronti:
In primo luogo dobbiamo iniziare a considerare l’allattamento stesso come un processo anziché come un prodotto, l’allattamento non può essere considerato solo nutrimento, occorre focalizzare l’attenzione sulla potenza delle madri che allattano, sulla dirompente forza comunicativa delle madri che sono protagoniste degli scatti e molte delle quali sono oggi presenti in sala, proprio a testimoniare la loro volontà di essere coinvolte nella partecipazione attiva alla costruzione e diffusione di un sapere autorevole sull’allattamento che tenga conto di tutti gli attori coinvolti a partire dai veri protagonisti, madri e bambini. Crediamo che i tempi siano maturi perché tutti noi possiamo insieme facilitare e guidare i processi di cambiamento sociale, culturale ed ambientale che ci chiedono queste madri e di cui ci facciamo portavoce.
In secondo luogo potrebbe essere più efficace un approccio al tema dell’allattamento che tenga conto della relazione tra madre e figlio, i quali, prima che pazienti, oggetto di intervento sanitario o educativo, sono soggetti titolari di diritti e competenze e riteniamo di avere ragione di evidenziare ciò, se per esempio le madri sono assenti già dalla grafica di questo evento, che mette in locandina un neonato che ciuccia un seno scorporato dal corpo della madre come se stesse ciucciando un biberon, nonostante l’attacco corretto. Siamo rimaste molto colpite da questa assenza di uno dei due soggetti della relazione di allattamento nella copertina della brochure che accompagna questo importante convegno.
Il nostro ruolo come mamme alla pari è stato ed è quello, tra i tanti, di accogliere le narrazioni di tutte le donne che in questi anni ci hanno chiesto supporto per allattare o per smettere di allattare, perché non lo hanno ricevuto adeguatamente da nessun’altra parte e le cui frasi sono impresse in ognuno dei fogli di questo calendario dedicato all’allattamento in pubblico a Palermo.

CLAUDIA: In noi è chiara la consapevolezza che promuovere l’allattamento implica sapersi rivolgere a tutta la comunità, nelle sue diverse articolazioni, offrendo argomenti e pratiche capaci di interpellare ciascuno e fare nascere il desiderio di un miglioramento dello stile di vita, è necessario coinvolgere i destinatari quindi le madri, i genitori, le associazioni così come i rappresentanti di coloro che poi dovranno metterle in pratica le policies aziendali.
Per concludere se oggi siamo qui è per rafforzare l’idea che la questione dell’allattamento non può essere appannaggio di un solo servizio, il sostegno dell’allattamento non può riguardare solo la sanità ma coinvolge fortemente altri settori della società, per la protezione da ogni tipo di interferenza, per una organizzazione della vita e del lavoro consoni al compito biologico, per la promozione di una cultura favorente e di accoglimento per la qualità dei progetti di salute pubblica che lo promuovono.
Allattare deve tornare ad essere nella nostra cultura un aspetto normale della vita di una madre e dell’alimentazione del bambino anziché qualcosa di speciale, ed è per questa ragione che ci ritroviamo a parlare di allattamento spesso e ovunque, nelle scuole, nelle università, sui social network, nelle associazioni culturali e di promozione sociale, con ostinazione e caparbietà.
Deve essere chiaro che l’allattamento è una responsabilità civica ed una questione di interesse pubblico, non solo una scelta personale. Crediamo fortemente che l’allattamento al seno essendo la norma fisiologica sia una scelta che sostiene la salute ed il benessere delle famiglie, della comunità ed anche del pianeta.
Poiché il tempo a disposizione è poco vi invito a guardare le foto ma anche a leggere con attenzione i testi che accompagnano il calendario e se volete contribuire alla diffusione di questo messaggio potete contattare l’Associazione di volontariato L’Arte di Crescere, senza avere paura o pregiudizio nei confronti dei gruppi di mamme!
Grazie per la vostra attenzione.
Claudia Pilato e Maria Caterina Gallo15541629_10211188915387610_8381743522590919861_n

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4 commenti leave one →
  1. 15 dicembre 2016 07:21

    E’ la prima volta che entro su questo blog e devo ammettere che è confortante conoscere questa realtà attivista nella nostra Sicilia 🙂

  2. Consuelo Puxeddu permalink
    15 dicembre 2016 10:56

    Grazie a Claudia e a Marika…. grazie ….grazie perché con semplicità hanno sussurrato e ricordato la nostra competenza. Fermiamoci, ascoltiamo e lasciamo che avvenga….Grazie …diamo voce alle mamme !

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  1. le madri e il sistema | Domodama

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