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La capitale della cultura, i giovani, il lavoro e i vecchi mestieri

21 febbraio 2017

il-lustrascarpeGli antichi mestieri sono stati dimenticati, si sa: sono poche oggi le persone che si dedicano all’artigianato e alla scoperta del “fare” con le proprie mani, un fare creativo che ripaga e appaga e apre nuovi orizzonti.

Per questo a Palermo – si legge sui giornali – la Confartigianato ha indetto una selezione di giovani, candidati a diventare lustrascarpe. Pare che in primavera vedremo fiorire 15 postazioni nelle zone centralissime della città – via Ruggero Settimo, via Libertà, ecc. – con 15 persone che sono state già selezionate, tra diplomati e laureati in cerca di un lavoro, 3 donne e 12 uomini, pare.

Ora, io di quest’idea davvero mi vergogno, e nello stesso tempo provo un’indignazione da metterla proprio sotto le scarpe, la persona che l’ha avuta. Non so come possano averla concepita, ma d’altra parte tutti possiamo avere idee balzane, bizzarre o persino omicide: non c’è niente di strano. Però di qui a realizzarla, ecco, mi pare che ci sia un abisso. Leggo che saranno commissionate a un artigiano le sedie su cui saranno seduti i “clienti”: saranno di legno, comode e leggere: è lavoro questo, eh. E poi ci saranno i panchetti su cui questi eletti poggeranno i piedi, e non so se i lustrascarpe saranno seduti o inginocchiati ai loro piedi, non ho ancora letto nulla su questo, di certo c’è solo che saranno ai loro piedi. Però avranno uno stipendio “tra 1000 e 1200 euro”, leggo, e saranno sottoposti a una formazione di due o tre giorni, per conoscere bene le differenze tra spazzole e creme e imparare a non sporcare le calze del cliente, veh. Ah, ho letto anche che gli uomini saranno in frac, non so se è vero o no, e mi chiedo se le donne saranno in abito da sera o in baby doll, o magari con un grembiule da cameriera e una cuffietta, boh.

Immagino dunque che camminando per le vie “bene” di Palermo, capitale della cultura 2018 e capitale dei giovani già ora, assisterò a una scena edificante del genere: un o una giovane ai piedi di un signore o una signora che da soli non possono lustrarsi le scarpe e ricorrono ai servigi di qualcuno che possono così pubblicamente guardare dall’alto, anche sorridendo, ben contenti di offrire lavoro e di dare lustro ai “vecchi mestieri”.

Bella idea davvero, edificante davvero e molto creativa. Non avevo ancora mai pensato all’artigianato come schiavismo, e penso che si potrebbero pensare anche postazioni in cui ad esempio frustare i cattivi, anche questo era un antico mestiere che potrebbe essere di nuovo in voga. Magari verrà in mente anche questo ai creativi della Confartigianato, che pensano di aver lanciato una provocazione e ne sono orgogliosi. Bello davvero e molto “fetish”, ne conosco tanti che apprezzeranno. Finalmente i titoli di studio dei nostri giovani saranno messi a frutto, il lavoro e l’eguaglianza sociale saranno promossi, i vecchi mestieri torneranno tutti in voga, lo scambio e la relazione tra le persone saranno evidenziati, Palermo sarà la capitale della cultura.

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One Comment leave one →
  1. 21 febbraio 2017 09:53

    Certo – è una cosa gratificante: chissà quale laurea ci vuole per vincere il concorso. Vogliamo pensare di fare un “mestiere” pure del lavavetri delle macchine? E una minilaurea in posteggiatore sulle linee blu? Indignata.

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