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La Poetica del Fuoco di Paolo Madonia

30 marzo 2017

17434736_10207114086365194_1972739817218563461_oInaugurata a Palermo giovedì 6 aprile 2017, nelle Sale delle Capriate di Palazzo Sant’Elia, in via Maqueda 81, una mostra di 70 opere di Paolo Madonia, che sarà possibile visitare fino al 6 maggio.
Ingresso libero.
Orari: Martedì- Venerdì 10:00 -13:30; 16:00 – 18:30
Sabato 10:00 -12:00; 16:00 – 19:00
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Sono pannelli di varie dimensioni realizzati con la tecnica della combustione, e lasciano veramente senza fiato.

15Senza fiato perché le opere di Paolo sono il risultato di un’interazione autentica tra lui e il fuoco, e quale fuoco? Quello che distrugge e insieme crea, quello che nel mito Prometeo rubò agli Dèi per poterlo donare agli uomini. Furono gli uomini, infatti, a scoprire che il Fuoco non era solo quello distruttivo che veniva dal cielo e bruciava ogni cosa e rispetto al quale si era e si restava inerti, impotenti e succubi. Il Fuoco era anche – o poteva essere – ciò che consentiva di creare, trasformare, cuocere, illuminare, riscaldare; il Fuoco rendeva liberi, era veicolo di conoscenza, faceva gli uomini artefici, fabbri, artisti, cuochi, li equiparava agli Dèi, consentiva anzi di scoprire che il Divino va cercato nell’umano, sulla terra e non nel cielo, dentro di noi e non fuori. Nel mito, s’intravedeva già la scintilla del “Materialismo Divino” che più di duemila e cinquecento anni dopo sarebbe stato approfondito da ricercatori spirituali come Aurobindo e Mère o da studiosi dell’Anima come Jung; ma la scoperta del Fuoco, per essere veramente tale, dev’essere fatta da ognuno, non basta farla una volta per tutte, né si può delegare ad altri, è una faccenda personale.

Ognuno, come Prometeo – il cui nome significa “colui che pensa prima di agire” -, deve poter 22vivere un momento in cui si accorge del Fuoco, e poi si rende conto che il Fuoco è Potere, e che quel Potere è Conoscenza. Il Fuoco restituisce agli uomini la possibilità di esistere, e trasforma il Potere in Capacità, la superiorità e il dominio sugli altri in com-prensione, la prevaricazione in creatività, la creatività in cre-azione, cre-attività. Il Fuoco è dentro di noi, è nel calore del sangue, nella vita che ci pervade, nella bellezza del fare, del condividere, del donare, dell’entrare in relazione: ha, dentro di noi, lo stesso valore che il Sole ha per la vita sul nostro Pianeta.
IMG_20170321_112711878_HDRE queste scoperte si fanno da piccoli, ché ancora il nostro sguardo è puro, semplice, intatto. Anche Paolo Madonia il Fuoco l’ha scoperto guardando con i suoi occhi di bambino i colori bellissimi dei campi che si preparavano a rinascere: non vedeva i campi bruciati, ma un vero e proprio “processo” in atto, ché questo era. E ancora oggi, dopo più di cinquant’anni, Paolo prende i suoi pannelli, e come fossero un campo secco li brucia, e insieme al vento e al fuoco entra nel processo di rigenerazione.

In una terra come la nostra, inaridita, disseccata e vandalizzata dal Fuoco che brucia, quello di un Potere prevaricatore, cieco, brutale, sporco, ignobile, un Potere che viola, misconosce, calpesta  e of24fende, Paolo riconosce il Fuoco che crea, quello che erompe da dentro; il suo è un fare poetico e poietico, un dono di purificazione, riconoscimento e riscatto per la Valle dello Jato, la sua Valle, quella in cui è nato, quella in cui è stato bambino e poi ragazzo e ora è cresciuto, quella in cui ha creduto e crede e per cui si è battuto e ha lottato. “Il Fuoco Crea”, è il titolo ufficiale della Mostra; ma per Paolo il vero titolo è “Il Fuoco distrugge, il Fuoco crea”, perché solo a partire dal riconoscimento di questa apparente antinomia si può “restituire” al Potere una valenza diversa, quella che consente di poter essere, quella che rende finalmente liberi.

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Si ringrazia il Centro Culturale Biotos e segnatamente Marco Pomara per la cura, l’assistenza e il sostegno manifestati nei confronti dell’artista, del suo lavoro e delle sue opere, attentamente custodite e valorizzate come molte altre.

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