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CORRUZIONE

2 giugno 2017

Corruzione: questa strana parola che ammorba.

Una la legge o la sente serpeggiare tutt’intorno, in certi periodi più di altri.

Non risparmia nessuno, questa parola che ammorba: non chi ha ruoli istituzionali e nemmeno chi conosci o magari ti è caro – ché si pensa che quelli a cui si vuol bene siano al riparo da ogni male. Niente malattie né morte né incidenti per loro, non potrebbe succedere, meno che meno corruzione, impossibile, loro no.

Invece questo nostro tempo contrastato ci obbliga a prendere atto del fatto che umani siamo, non perfetti. Basta poco, e se non si è un minimo saldi sulle gambe, si scivola, e una volta per terra si cambia prospettiva. Tutto appare diverso, dal basso, l’orizzonte si restringe, si vedono le chewing gum appiccicate sotto le sedie insieme alle caccole secche, e ci si confonde con vermi e formiche, esseri con una loro dignità, certo, ma incapaci di veder oltre o per esempio di volare, esseri con gli occhi vicinissimi si piedi, se piedi li possiamo chiamare.

Gli occhi sono vicinissimi ai piedi, sì, ma per una strana distorsione della mente ci si sente invece potenti. Dio, si diventa, e si scambia una cosa per l’altra, lucciole per lanterne, proprio. Non c’è mai un motivo soltanto, ognuno ha il proprio. C’è chi soffre di solitudine, chi d’impotenza, chi ha bisogno di riconoscimento, chi qua, chi là, ci si contagia l’un l’altro. Può capitare a tutti.

Perché è una malattia, la corruzione, un virus, si respira nell’aria, la si evita solo quando i piedi sono lontani dalla testa perché si adotta la stazione eretta. Allora si respira un’aria diversa, sottile e pura, non impolverata.

È una malattia, sì, una malattia sociale. In che cosa consiste lo dice la parola​, da cum e rumpere, vuol dire rompere con ogni mezzo, distruggere l’integrità, fare a pezzi ogni cosa, avere occhi solo per sé.

Vuol dire privilegiare il proprio interesse sacrificando il proprio interessere.

Si cambia la propria visione del mondo, tutto qui: corruzione è una parola che deriva dal latino. Dal greco ne deriva un’altra, anch’essa di uno stato patologico, simile ma differente, schizofrenia. Sì, perché schizofrenico è chi ha una mente che frantuma, divide, chi non ha una visione d’insieme, in un certo qual modo.

E quindi la corruzione è una schizofrenia sociale. Non riguarda i singoli, ci riguarda tutti.

A noi il compito di recuperare quel filo d’oro che non faccia disperdere i pezzi – o di perderlo di vista e strisciare felici sui cocci della nostra stessa dignità.

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