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Allattamento: “COLLABORAZIONI SOSTENIBILI E IL RUOLO DELLE LEGGI”

5 luglio 2017
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Oggi 5 luglio 2017, dopo il Convegno Corpi Materni è stato consegnato alle Onorevoli Alice Anselmo e Valentina Zafarana, che ne avevano aperto i lavori, un documento propositivo nato dalla collaborazione e dal confronto scaturito dalla tavola rotonda.

 

Gent.me On.li

Alice Anselmo e  Valentina Zafarana

Palermo, 5 luglio 2017

 

A maggio 2017 si è svolto a Palermo il Convegno “Corpi Materni”, promosso dall’Associazione L’Arte di Crescere e patrocinato dall’Assessorato Regionale alla Salute. Il convegno e l’iniziativa ad esso connessa “Allattamento e Comunità” nascono all’insegna del motto della SAM 2017 “SOSTENERE L’ALLATTAMENTO INSIEME” che richiama gli ultimi due Obiettivi di Sviluppo del Millennio “COLLABORAZIONI SOSTENIBILI E IL RUOLO DELLE LEGGI”

La settimana mondiale dell’allattamento si celebra ogni anno dal primo al sette ottobre in Italia, coordinata dal MAMI, mentre dal primo al sette agosto nel resto del mondo.

Nel 2016 la WABA (World Alliance for Breastfeeding Actions) ha dato il via ad un percorso della durata di 15 anni verso il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile entro il 2030 (OSS), collegando ognuno di questi obiettivi all’allattamento. La 25° SAM, quella del 2017 pone l’attenzione sulle partnership necessarie per ottenere sostegno politico, attenzione dei media e partecipazione dei giovani rispetto al raggiungimento dell’Allattamento come Obiettivo di Sviluppo Sostenibile. Con il progetto Allattamento e Comunità l’associazione L’arte di crescere, attiva a Palermo nella promozione protezione e sostegno all’allattamento materno ha avviato un percorso per agevolare sul proprio territorio tali tre processi, indicati dalla WABA

– Sostegno politico

– Attenzione dei media

– Partecipazione dei giovani

Abbiamo concepito questo momento di riflessione intorno al corpo delle donne e in particolare ai corpi materni pensando a come possiamo passare dall’attuale situazione nella quale il sapere autorevole è distribuito gerarchicamente, ad una situazione in cui invece sia distribuito attraverso il consenso e orizzontalmente, una situazione in cui tutti i partecipanti contribuiscano al bagaglio di conoscenze alla base del quale sono prese le decisioni che influenzano gli stili di vita e le politiche sociali.

Che cosa dovrebbe accadere perché la donna diventi veramente una parte del processo decisionale intorno alla gestione del suo parto e del suo allattamento? E se al suo sistema di saperi dovesse essere “concesso” lo status di legittimo? E se avesse un posto nelle strutture di partecipazione professionale create attorno al parto e all’allattamento? Ci può essere una convergenza tra ciò che le donne sanno di sé stesse e dei propri (mancati) allattamenti e ciò che il personale sanitario docente e politico pensa sia la situazione della gestione dell’allattamento nel nostro territorio?

Si può giungere ad un adattamento reciproco mediante il quale approcci differenti nell’affrontare la questione del basso tasso di allattamento si integrino, attraverso il confronto, per strutturare un sapere autorevole e condiviso?

 

Crediamo nel valore della reciprocità, nella forza e nella competenza di cui sono portatrici le mamme, le donne, i bambini e le coppie. Quindi nella progettazione di questo come di altri eventi di promozione culturale dell’allattamento siamo partite da loro ed è da questa matrice che all’interno del progetto ALLATTAMENTO E COMUNITÀ il convegno Corpi Materni è stato volutamente indirizzato sia agli addetti ai lavori, sia ai protagonisti dei lavori. Scopo delle relazioni che si sono succedute è stato quello di portare le riflessioni sull’allattamento fuori dall’esclusività dell’ambito sanitario. C’è stata una precisa volontà politica negli anni passati nel confinare una esperienza umana come l’allattamento nel mero ambito sanitario, lasciandolo sguarnito di una riflessione umanistica che contribuisse ad alimentare una cultura amica delle mamme e dei bambini, amica delle persone. Ormai l’allattamento è talmente un ambito medicalizzato che a una mamma che allatta e che è talmente rara da vedere in giro, accade che l’autista qualsiasi di un tram qualsiasi in una città come Palermo si sente in dovere di suggerirle di coprirsi. 40 anni di TV spazzatura, di veline, ragazze cin cin e letterine hanno degradato lo sguardo collettivo legittimando l’esposizione del corpo femminile, spesso anche volgare, solo in quanto richiamo sessuale. È questo lo scenario su cui lavorare intervenendo sia nell’ambito scolastico che mediatico con una progettazione lungimirante e non episodica.

Corpi materni inoltre nasceva con la vocazione di portare la voce delle mamme e dei papà nelle sedi istituzionali. Abbiamo cercato di focalizzare l’attenzione su questo punto, proprio partendo dalla considerazione che il primo passaggio, nel sostegno al benessere perinatale, è la valorizzazione delle competenze dei protagonisti della nascita, cioè innanzitutto delle donne e dei bambini, ma anche quelle dei padri, dei nonni e di tutti coloro che gravitano intorno a quel momento.

Oggi l’allattamento è una questione prevalentemente sanitaria e lo è a causa di un fallimento culturale.  In questo contesto la promozione dell’allattamento senza il rispetto del Codice internazionale di commercializzazione dei sostituti del latte materno e senza ascolto profondo e non giudicante alla coppia che allatta si può configurare come una forma di violenza di genere.  Per non parlare di tutte le inutili nozioni con cui, con la pretesa di insegnare loro ad allattare, si sommergono le donne ingenerando ansia e senso d’inadeguatezza e il cui unico esito è l’estinguersi della competenza materna.

Per raggiungere questi obiettivi, poniamo alla vostra attenzione alcune proposte:

  • Per contribuire ad un cambio culturale e per far si che non ci siano esperienze a macchia di leopardo, legate alla buona volontà di singoli operatori si devono prevedere interventi informativi\formativi trasversali utilizzando strategie intersettoriali. Pertanto la Regione potrebbe parallelamente alla formazione di primo e secondo livello per formatori su strutture sanitarie, prevedere una formazione da offrire alle aziende (scuole, enti etc) rispondendo così all’obiettivo di favorire la nascita di Comunità amiche dei bambini come previsto dal protocollo OMS Unicef e non solo Ospedali Amici dei bambini

 

  • Inserire tra i criteri della valutazione dei dirigenti di dipartimento, parametri legati all’allattamento: (possibili proposte: il parametro del tasso di allattamento esclusivo alla dimissione e a sei mesi dalla nascita, la copertura della formazione del proprio personale)

 

  • Prevedere per la Sicilia, il rispetto del Codice Internazionale sulla Commercializzazione dei Sostituti del Latte materno e del DM 82/2009, attraverso le seguenti specifiche azioni:

-Ogni materiale informativo per le famiglie in cui siano date indicazioni su alimentazione infantile e allattamento dovrebbe passare al vaglio dal tavolo regionale (articoli 4.1 e 4.2)

– Ogni attrezzatura donata a strutture del sistema sanitario, dovrebbe essere autorizzata dallo stesso tavolo solo se priva di pubblicità (articolo 4.3)

– Maggiore controllo sul marketing in tutto il sistema sanitario regionale (valigette, campioni, prescrizioni nelle lettere di dimissione, etc articoli 5 e 6)

– Formazione di tutti gli operatori sanitari sui loro doveri in relazione al codice (articolo 7)

– Istituzione di un sistema di notificazione e vigilanza regionale sulle violazioni del codice (articolo 11)

  • La presenza insufficiente, in alcuni casi assente, di ostetriche nei reparti di ostetricia, sale parto, neonatologia       e nei consultori non permette una presa in carico e un rispetto dei tempi di cura e di ascolto necessari per il sostegno alle donne nell’avvio e nella prosecuzione dell’allattamento, esponendo madre e bambino ad un elevato rischio clinico. Pertanto si chiede la revisione dei modelli organizzativi dei punti nascita e       la loro integrazione       funzionale con il territorio , l’incremento di ostetriche valutando la possibilità, attraverso incarichi anche di diversa forma contrattuale di assumere personale dedicato e, soprattutto, la razionalizzazione dei carichi di lavoro

 

  • L’inserimento degli stakeholder nella composizione dei comitati provinciali e regionale del percorso nascita

 

 

Marika Gallo, Monica Garraffa

Moderatrici “Corpi Materni”

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