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Il Piano di Sant’Erasmo

29 luglio 2017

Il Piano di Sant’Erasmo
di costagar51

Il Piano di Sant’Erasmo (“u chianu ri sant’Arasimu” in siciliano) si trova all’estremità meridionale del Foro Italico.
“Nel piano, in periodo romano, sorsero alcune fattorie e ville signorili, come testimoniano le scoperte archeologiche sfortunatamente oggi non più controllabili, avvenute nel secolo XVII e XVIII. Nel XIX secolo, durante i lavori per la costruzione del gasometro furono inoltre portati alla luce resti di una grande villa di età romana.
Conosciuto col nome di Piano di Sant’Erasmo, per la presenza di una chiesetta quattrocentesca, la vasta spianata prospiciente il mare era utilizzata dai pescatori della Kalsa per distendere le reti, ma anche per fiere annuali ed occasionali esecuzioni capitali del Tribunale del Sant’Uffizio.
Alla fine dell’Ottocento, padre Giovanni Messina acquistò, grazie all’aiuto di molti benefattori, l’edificio dell’Astrachello di Cutò, posto al’estremità settentrionale della caletta di S. Erasmo; ingrandite le fabbriche esistenti, vi fondò nel 1898 la Casa di lavoro e preghiera e fece edificare una nuova chiesa che oggi si trova al centro dell’immobile..
Nella caletta si trova un piccolo porto, sistemato dopo la trasformazione settecentesca della passeggiata alla Marina per i pescatori della Kalsa rimasti senza approdo.
L’ambiente di grande suggestione è purtroppo deturpato dagli impianti di distribuzione di carburante e dal traffico veicolare; anche gli edifici che l’attorniano sono in deprecabili condizioni statiche e di conservazione.
Nell’anno 1709 fu costruito dal Senato un piccolo forte detto Forte di S. Erasmo per una batteria borbonica di protezione al porto, migliorato nel 1744, fu smantellato con regio decreto del 1866 ed al suo posto sorse una fabbrica di ghiaccio.
Alla fine del XIX secolo la zona era di proprietà degli Inglese. Oggi vi resta un piccolo agglomerato industriale, semifatiscente.
Il fronte meridionale del bacino è chiuso da un fabbricato che include la casina della famiglia Mira dei principi di San Giacinto…. la struttura attualmente è in abbandono.
Nell’ultimo quarto del XVIII secolo furono aperte le strade che conducevano verso l’interno dell’Isola con inizio dalla spianata di S. Erasmo. In memoria di questi eventi nel 1782 fu collocato a meridione di Villa Giulia su piazza Vincenzo Tumminello, un obelisco marmoreo con iscrizioni.
Il porticciolo di S. Erasmo è il punto di partenza della via Messina Marine. La strada è stata per molti secoli l’unico accesso alla città da oriente via terra….”

da: “palermo la città ritrovata – itinerari fuori le mura – dalla Conca d’Oro ai Colli a Mondello” di Adriana Chirco.
Dario Flaccovio Editore

Palermo, maggio 2017

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