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25 novembre 2017 e la violenza nella nascita

23 novembre 2017
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La Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne è una ricorrenza istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, tramite la risoluzione numero 54/134 del 17 dicembre 1999. L’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha designato il 25 novembre come data della ricorrenza e ha invitato i governi, le organizzazioni internazionali e le ONG a organizzare attività volte a sensibilizzare l’opinione pubblica in quel giorno.

L’Assemblea Generale dell’ONU ha ufficializzato una data che fu scelta da un gruppo di donne attiviste, riunitesi nell’Incontro Femminista Latinoamericano e dei Caraibi, tenutosi a Bogotà nel 1981.
Questa data fu scelta in ricordo del brutale assassinio nel 1960 delle tre sorelle Mirabal considerate esempio di donne rivoluzionarie per l’impegno con cui tentarono di contrastare il regime di Rafael Leónidas Trujillo (1930-1961), il dittatore che tenne la Repubblica Dominicana nell’arretratezza e nel caos per oltre 30 anni. Il 25 novembre 1960, infatti, le sorelle Mirabal, mentre si recavano a far visita ai loro mariti in prigione, furono bloccate sulla strada da agenti del Servizio di informazione militare. Condotte in un luogo nascosto nelle vicinanze furono torturate, massacrate a colpi di bastone e strangolate, per poi essere gettate in un precipizio, a bordo della loro auto, per simulare un incidente.

Qui oggi vogliamo dare voce ad una declinazione della violenza di cui si parla poco ma non nuova (Nel 1972 alcuni collettivi femministi di Ferrara promossero la campagna “Basta tacere” a cui parteciparono decine di donne che raccontarono le loro storie di abusi e maltrattamenti durante il parto o la gravidanza. Alcuni di quei racconti finirono in un opuscolo che venne stampato e ristampato a mano dalle promotrici in migliaia di copie), la #violenzaostetrica , fenomeno già riconosciuto dall’OMS nel 2014  e che si riferisce non alle violenze dell’ostetricia ma all’abuso che avviene nell’ambito generale delle cure nella nascita e che può essere realizzato da tutti gli operatori sanitari e sociali che prestano assistenza alla donna e al neonato. La violenza ostetrica, inoltre, ​​non fa riferimento a situazioni in cui gli operatori sanitari agiscono deliberatamente per ferire o abusare, ma a situazioni di normalità e non emergenziali: ha dunque a che fare con l’imposizione spesso standardizzata di cure o pratiche alle donne senza il loro consenso, senza fornire le adeguate informazioni e talvolta contro la volontà delle stesse donne.

Nei prossimi giorni sono decine gli appuntamenti in tutta Italia. Laura Boldrini, Presidente della Camera aprirà l’Aula di Montecitorio unicamente alle donne, per #Inquantodonna. Tra le oltre 1000 donne in Aula, una delegazione di 33, proveniente da tutte le Regioni italiane testimonierà proprio della violenza ostetrica

Anche domodama sostiene e condivide questa delegazione di donne e si unisce al sostegno espresso da 22 gruppi di mamme sul territorio nazionale e da AICPAM – CREATTIVAMENTE OSTETRICHE – IBFAN ITALIA – LA LECHE LEAGUE ITALIA – MAMI – IL MELOGRANO

 

 

 

 

 

 

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