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Da Palermo a #InQuantoDonna

30 novembre 2017
by

In memoria di Ela C. , di Safira e della sua mamma,

di Carmela P., vittime di violenza

 

Metti una calda domenica pomeriggio di fine estate, in un elegante albergo di Palermo, io e Alessandra Notarbartolo accogliere l’invito a un incontro con Laura Boldrini (Presidente della Camera) da parte di Antonella Monastra, ginecologa consultoriale da anni impegnata politicamente a fianco delle donne, degli uomini, dei bambini e delle bambine della nostra città.
Il Cerimoniale e lo staff sono presenti ma discreti e l’aria che si respira è di grande autenticità.
La Presidente inizia a parlare dell’iniziativa che vuole organizzare il 25 novembre in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Il suo desiderio è riempire il Parlamento di sole donne, tutte donne. Vuol dare voce alle vittime, a chi resta, a chi con forza agisce giorno per giorno contro la violenza.
Laura e Antonella parlano lo stesso linguaggio, chiaro, diretto, coinvolgente.
Mentre si parla di femminicidi, di figlicidi, di cyberbullismo, di violenza sessuale e di tante altre forme di violenza, nella mia mente scorrono le immagini delle tante donne conosciute in questi anni di sostegno all’allattamento da mamma a mamma, donne segnate nel corpo e nell’anima dai trattamenti subiti in gravidanza, durante il parto e nel puerperio.
Così anche la mia voce si fa sentire e chiedo se anche questa declinazione della violenza, la violenza nella nascita, può avere un suo spazio in Parlamento il 25 novembre.
Antonella Monastra interviene, lei è medica, è ginecologa, ascolta le donne, sa bene di cosa parlo e rafforza la richiesta.
La Presidente ci ascolta e accoglie.
Ci preannuncia che saremo ricontattate per partecipare a un incontro organizzativo alla Camera.
Antonella e Alessandra ne renderanno partecipe il Coordinamento antiviolenza 21 luglio di Palermo per coinvolgere altre donne.

 

 

 

 

 

 

 

Torno a casa molto tardi, la mia famiglia mi aspetta per la cena.
Nei giorni successivi ci penso su. La violenza nella nascita, internazionalmente denominata ‘violenza ostetrica’, so bene quanto sia presente in tutto il nostro Paese, ricordo ancora la forza narrativa della campagna sui social #bastatacere.
Il mio proposito a quel punto è portare questo tema in Parlamento grazie a una rappresentanza di donne provenienti da tutta Italia.
Per il primo incontro coinvolgo Michela Cericco, Presidente della Goccia Magica un’associazione di volontariato a sostegno dell’allattamento materno di Genzano di Roma che ha commissionato insieme all’associazione Ciao Lapo Onlus e a Ovo Italia, la prima indagine Doxa sul fenomeno. Michela accoglie e partecipa con me e Antonella alla prima riunione alla Camera. Siamo sedute intorno ad un tavolo enorme. Da tutta Italia rappresentanti dei sindacati e delle più grandi istituzioni che operano contro la violenza. Uscite da lì abbiamo qualche giorno di tempo per presentare un elenco di 30 donne. Ci diamo alcuni, pochi criteri fermi: cercare di coinvolgere più regioni, specificare che la presenza sarebbe stata a livello individuale e senza cappelli associativi proprio per far sì che tutte le donne non presenti potessero sentirsi rappresentate, sostenere personalmente le spese, essere consapevoli che non sarebbe stato un dibattito e che non ci sarebbe stato un tempo per un intervento sul tema.
Sarebbe stato ‘semplicemente’ far parte di un campo energetico con i nostri volti, i nostri corpi, le nostre storie. Essere presenti a un evento storico.
In 48 ore l’elenco è fatto, le regioni ci sono quasi tutte e a un mese dal 25 novembre nasce anche l’immancabile gruppo whatsapp.
Michela Cericco gestisce con grande abilità le comunicazioni con lo staff organizzativo dell’evento #InQuantoDonna.
I primi di novembre arriva la notizia della diffida a Doxa e a chi ha commissionato l’indagine sulla violenza ostetrica. Tutte, anche se non direttamente coinvolte, ci sentiamo ferite dall’azione.
Con grande senso di responsabilità Antonella Monastra comunica allo staff organizzativo la notizia della diffida, ma veniamo rassicurate: nulla cambia, la delegazione sarà presente.
Il Parlamento può contenere circa 600 persone ma le richieste hanno superato le 1400, pertanto ci arriva una richiesta dallo staff, vogliono due elenchi, solo dieci donne potranno sedere tra gli scranni del parlamento, le altre siederanno nelle sale adiacenti in collegamento video. Ci affidiamo alle mani sapienti di una nonna e di una bambina per l’estrazione dei dieci nominativi.
In linea con il movimento globale The roses revolution abbiamo scelto come simbolo identificativo la rosa rosa. Grazie a tutte le madri che ne hanno creato con le loro mani per la delegazione e per farne doni in Parlamento.
Ho sin da subito sentito l’esigenza – e comunicato al gruppo – il bisogno di un incontro pomeridiano post Montecitorio, per equilibrare la partecipazione all’evento storico collettivo #InQuantoDonna con un momento successivo in cui si potesse dare uno spazio\tempo contenuto per dar voce sul tema alle singole individualità.
Il pranzo e l’incontro pomeridiano si sono tenuti presso il Circolo Ufficiali di Roma e per questo ringrazio Alessandra Battisti per il grande impegno profuso per accoglierci in un luogo prestigioso.
Ringrazio anche Raffaella Sottile che aveva proposto la possibilità di fare l’incontro presso l’Università Marconi.
Nel pomeriggio, dopo il pranzo, ho così facilitato l’incontro Le Donne che Vogliamo Essere nel Mondo, in cui il potere e le qualità delle donne presenti hanno preso voce e corpo e sono state onorate collettivamente dalle altre. Ringrazio Irene Ausiello, studentessa del terzo anno di Scuola di Arte del Processo e Democrazia Profonda per la co-facilitazione e la supervisione e la mia insegnante Ana Rhodes Castro per i suggerimenti.
Grazie a tutte le donne della delegazione per l’impegno emotivo, organizzativo e finanziario che ha permesso loro di esserci, grazie a tutte quelle che mi hanno espresso apertamente il loro dissenso perché ogni sentimento marginalizzato crea dissapore futuro.
Grazie a tutte le donne, madri, operatrici della salute presenti nella delegazione che hanno avuto fiducia nella mia visione, credendoci sino in fondo, rispettandola nonostante le difficoltà.
Un pensiero a chi era nel gruppo e all’ultimo momento non è potuta venire per motivi di salute.
Grazie a tutte le donne delle 22 associazioni locali che hanno sostenuto con un comunicato stampa la delegazione e alle 6 associazioni nazionali che hanno sostenuto l’iniziativa, soprattutto a quelle che sapevano di non avere “loro volti” nella delegazione in Parlamento.
Probabilmente arriverà dalla Camera un rimborso che suddiviso per le partecipanti della delegazione sarà inferiore alle 10 euro ciascuna. Tutte le partecipanti della delegazione hanno espresso la volontà di donare la cifra alla Goccia Magica.
Sono stati consegnati alla Camera: il dossier dell’indagine Doxa, il dossier sul tema redatto dalla La Leche League Italia, una testimonianza redatta da Alessandra Battisti, il libro “La morte in-attesa Assistenza e sostegno psicologico nel lutto in gravidanza e dopo il parto” di Claudia Ravaldi dell’associazione Ciao Lapo Onlus.
Ho certamente commesso errori in questo percorso, me ne scuso e ne sento la responsabilità.
Grazie Presidente Laura Boldrini, grazie Antonella Monastra per le vostre grandi visioni. È un piacere e un privilegio incontrarvi nel cammino.
Invito tutte e tutti a prendersi del tempo per ascoltare la registrazione dell’evento #InQuantoDonna come dono reciproco. Ascoltare e prendersi cura del collettivo. Ascoltare e prendersi cura della propria individualità.

Palermo, 30 novembre 2017

Monica Garraffa

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