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“TRIONFO DI GOLA”: un capolavoro barocco

23 aprile 2018

“TRIONFO DI GOLA”: un capolavoro barocco
di costagar51

Il Trionfo di gola – Specialità del Monastero delle Vergini –
(Farina 00, uova, zucchero, lievito, latte, maizena, mandorle, pistacchi, aromi naturali, frutta candita confettura di albicocche,, aromi naturali, frutta candita)

E’ una torta barocca che esalta molti ingredienti base tipici della pasticceria siciliana e li glorifica in una armonia di gusti, profumi e colori che gratificano il palato dei più ghiotti, l’olfatto più delicato e l’occhio del più esteta. Il trionfo di gola è opulenza ostentata.

In letteratura:
“Al disotto dei candelabri, al disotto delle alzate a cinque ripiani […] si stendeva la monotona opulenza delle tables à thé dei grandi balli: […] immani babà sauri come il manto dei cavalli, “Monte Bianchi” nevosi di panna, “Beignets Dauphine” […], collinette di Profitteroles alla cioccolata […], “Parfaits sciampagna” […] e “Trionfi della Gola” col verde opaco dei loro pistacchi macinati, impudiche “Paste delle Vergini”. Così Giuseppe Tomasi di Lampedusa ne ” Il Gattopardo” cita questo dolce.
Fulco di Verdura nel suo “ Estati felici” racconta : “Tanto a Natale che a Pasqua le monache dei diversi conventi che ancora esistevano ci mandavano le loro specialità culinarie. Dolci dalle più svariate qualità…In qualche grande occasione si ordinava, da non so più quale speciale convento, il maestoso “Trionfo di gola”, non tento di descriverlo perché il solo nome parla per se stesso, ma mi sembrava coperto di ogni ben di Dio .”
Ancora Dacia Maraini nel suo “Bagheria” ricorda: “Una montagnola verde fatta di gelatina di pistacchio, mescolata alle arance candite, alla ricotta dolce, all’uvetta e ai pezzi di cioccolata”, diceva mia madre…«Si squaglia in bocca come una nuvola spandendo profumi intensi e stupefacenti. E’ come mangiarsi un paesaggio montano, con tutti i suoi boschi, i suoi fiumi, i suoi prati; un paesaggio reso leggero e friabile da una bambagia luminosa che lo contiene e lo trasforma, da gioia degli occhi a gioia della lingua. Si trattiene il respiro e ci si bea di quello straordinario pezzo di mondo zuccherino che si ha il pregio di tenere sospeso sulla lingua come il dono più prezioso degli dei …”.

Oggi viene riproposto, sulla base delle antiche ricette delle monache, da: www.facebook.com/I-Segreti-del-Chiostro-370831363316000/
e venduto insieme ad altri “dolci di badia” nel restaurato Monastero domenicano di Santa Caterina d’Alessandria d’Egitto (Palermo – piazza Bellini e piazza Pretoria)
video.repubblica.it/edizione/palermo/un-viaggio-nei-meand…

Palermo, marzo 2018

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