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Il Cacciatore

2 dicembre 2014

Cacciatore_(Biancaneve)Ci sono favole che abbiamo letto tutti.

E in queste favole ci sono personaggi che conosciamo bene: la Principessa, il Principe, Re e Regina, il Mostro, la Fanciulla, la Bambina, la Sirena, il Lupo…

E il Cacciatore.

In questi giorni ho tanto pensato al Cacciatore: quello che si rifiuta di uccidere Biancaneve nel bosco e porta alla matrigna il cuore di un animale selvatico facendole credere che sia quello della fanciulla.

E quello che squarta il Lupo e salva così Cappuccetto Rosso e la Nonna.

Un personaggio tremendo, quello del Cacciatore, eppure portatore di salvezza, in queste favole.

In questi giorni, chissà perché, un Cacciatore balza all’onore delle cronache in una terribile vicenda che riguarda un bambino. Non sappiamo perché sia stato definito così, “Cacciatore”, in un paese dove, a quanto pare, i Cacciatori sono davvero tanti, e questa parola non significa nulla se non un’ombra nascosta nel cuore di tutti i bambini che siamo stati.

Davanti alle telecamere, il Cacciatore sembra uno di noi: il nonno sognato da tutti, rassicurante, sensibile, mosso al desiderio di trovare un bambino perduto, di salvarlo. Sembra Quello di cui leggevamo nelle favole.

Ma in questi giorni nulla è sicuro. Tutti possono – possiamo – essere Mostri. Anche il Cacciatore, che è partito alla ricerca del bambino, potrebbe essere la stessa persona che invece ne ha causato la morte. Diversamente che nelle favole, molto diversamente.

Potrebbe: e forse no.

Ma questo terribile dubbio ci colpisce intensamente, ci lacera, ci squarta peggio di come fu squartato quel Lupo che da bambini un po’ ci faceva pena: perché aveva mangiato la nonna e Cappuccetto Rosso?, ci chiedevamo. E quella domanda non poteva trovare risposta.

Oggi la domanda è un’altra. Vedendo uno qualsiasi, uno che potrei essere io, e che non so se sia colpevole o no, e che in più ha un’aria rassicurante, mi dico: “ma come avrebbe potuto?”, e mi ritrovo a sperare ardentemente che non sia stato lui, perché, se fosse così, mi chiedo, “allora anch’io potrei?”.

E se veramente dentro avessimo questa oscura incredibile mostruosità, allora, come dovremmo affrontarla?, mi chiedo. E’ la stessa domanda di quando pensavo, bambina, al Lupo affamato.

Tra Cappuccetto e il Lupo, poteva andare diversamente? E il Cacciatore, chi era?

E noi, chi siamo?

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