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Quanto costa un bambino, nemmeno un’asina basta

28 febbraio 2015

Kierkegaard nel suo Diario annotava: «La nave è in mano al cuoco di bordo e ciò che trasmette il megafono del comandante non è più la rotta, ma ciò che mangeremo domani».

Solo questo ci viene in mente dopo aver visto un servizio della RAI, “A conti fatti” del 23/2/15 (potete vederlo a partire dal ventiquattresimo minuto) in cui si parla “di quanto costa il primo mese di un bambino“: proprio così. Il primo mese costa circa 1200 euro, e il costo è dettagliato: la mamma in attesa va in un negozio, e compra “tutto il necessario al primo mese di vita“:

4 pacchi di pannolini euro 19,96
4 pacchi di salviette  euro 10,00
1 piccolo biberon  euro 9,00
1 confezione di ciucci euro 11,00
1 pasta per il cambio euro 5,50
1 detergente corpo e capelli euro 9,90
1 confezione da tre bavaglini euro 10,90
intimo: 4 cambi euro 41,00
4 pigiamini (non si capisce bene, ma mi pare che venga 45,00 euro + 17,90)
1 confezione di latte in polvere 11,90
1 giochino 21,00
1 passeggino, ovetto, carrozzina 857,00

Totale: euro 1122,14 “e tanti auguri”. La mamma, carezzandosi il pancione (e, non so perché, evocandomi l’immagine del Lupo dopo che ha mangiato la nonna di Cappuccetto Rosso) commenta “abbiamo speso oltre mille euro, ma a conti fatti non vedo l’ora di spenderli per il mio piccolo Tommaso“.

Chiedetevi quante fra le spese segnate in rosso siano DAVVERO NECESSARIE. Quanto una fascia (che invece non c’è), che mediamente costa 50 euro, possa sostituire un passeggino, a cosa serva un ovetto, che inutile spreco siano le salviette, e non continuo.

Segue un commento della presentatrice che sottolinea quanto costa il primo mese, e come sia giusto scegliere il latte in polvere di migliore qualità. Segue un intervento del Presidente della Società Italiana di Pediatria che dice come il latte materno “non è sostituibile al 100% da nessun altro alimento”; “neanche il latte d’asina?”, chiede la conduttrice (nel frattempo scorrono immagini di latte in polvere, tettarelle e ciucci), “no”, risponde il presidente “neanche il latte d’asina”, perché il latte materno è insostituibile; “se madre natura vuole e può”, continua la conduttrice, mentre il presidente annuisce, “altrimenti ci sono questi alimenti”, e li mostra “per sceglierli al meglio, dato che costicchia”. Mi fermerei qui soffermandomi sull’asina, che – con tutto il rispetto per l’animale – come metafora davvero ci sta.Cappello_asino

Questo, come altri servizi diffusi dai mass media, ci educa a trovare naturale il pensiero che un bambino sia un costo e non un valore: vuol dire che siamo completamente prigionieri di un sistema che ci ha divorato non solo il cervello, ma anche il cuore. Bisognerebbe chiedere a una donna della fine dell’ottocento quanto costava un bambino, quanto costava tenerlo al seno, preparargli i vestitini e le copertine, fare i giochini (che cos’erano i giochini???? certo non erano di plastica! Un pezzo di pane duro, una copertina arrotolata, un qualcosa di colorato che chiunque poteva inventare…!). Ieri una persona mi ha detto di aver visto in casa di una sua amica, in bagno, l’accappatoio del cane con il nome ricamato. L’aveva comprato, naturalmente, e il ricamo dava un valore in più a quell’oggetto.
In quanto rappresentante del Gruppo Maternage delle Balate, io mi sento indignata e arrabbiata. Noi qui in Sicilia abbiamo un antico detto, “accattò un picciriddu”  (che si riferisce a una donna che ha appena avuto un bambino e letteralmente vuol dire “ha comprato un bambino”),che nulla aveva a che fare col denaro, ma solo col valore, col valore di una nuova vita, di una persona che nasce ed entra a far parte del mondo, di una donna che diventa madre e un uomo che diventa padre, di un cambiamento che può significare cambiamento del mondo intero perché con un bambino nasce un nuovo sguardo, un nuovo modo di vedere le cose, un nuovo punto di vista.
L’inversione dei valori che stiamo vivendo è quella per cui un gruppo di mentecatti distrugge davanti a una telecamera opere d’arte che parlano della storia del mondo perché non sanno cosa vuol dire “valore”, oppure uccidono un uomo in ginocchio tagliandogli la testa perché non sanno cosa vuol dire “valore”, senza poter capire che stanno uccidendo se stessi e la loro umanità, semplicemente. E siamo noi che abbiamo creato questa mostruosità, noi che proviamo raccapriccio facendo da spettatori. Per quale motivo una donna oggi dovrebbe desiderare un bambino? Se lo attende una vita da schifo, una probabile guerra mondiale, nessun lavoro, una vita di stenti, e se lui stesso rappresenta una SPESA?
Questo pensiero ha un solo sbocco: la distruzione della vita, della bellezza, dell’amore, della speranza, della fiducia. Questo pensiero cancella la possibilità di accorgersi che fuori c’è il sole, che è nato un nuovo giorno, che arriva la primavera, che la vita e il bene hanno sempre la meglio. Questo pensiero annulla la possibilità di ogni essere umano di prendere coscienza di sé, di sentirsi libero, autonomo, indipendente; di essere attraversato dal miracolo della vita, ogni giorno. Chiedete a una gatta quanto costa un cucciolo, anzi quanto costano otto cuccioli insieme!!!! Scusate ma sono molto arrabbiata.

Ma d’altra parte, tornando al pensiero di Kierkegaard, chi comanda la nave? I Maestri o i Venditori? Perché se la comandano i Venditori, cosa possono dirci se non “compra questo e compra quello perché senza non puoi esistere”, invece che semplicemente “sii ciò che sei”?

10 commenti leave one →
  1. 28 febbraio 2015 12:27

    Brava.

  2. Michele Grandolfo permalink
    1 marzo 2015 09:22

    se tutti i gruppi di autoaiuto in Italia mandassero sistematicamente lettere pubbliche di protesta, non solo alla RAI, e denunciassero la perdita radicale di credibilità delle organizzazioni cosidette scientifiche e delle organizzazioni massmediali, se, di volta in volta, a seconda dei luoghi, si organizzassero dei flash mob, in particolare in occasione di convegni e congressi, cosidetti scientifici, i suddetti cialtroni abbasserebbero la cresta anche se dovessero seguitare a fare i loro sporchi interessi sulla pelle delle donne e delle persone che nascono e delle famiglie fintanto che la presa di coscienza non si diffonda sistematicamente. La rete dei gruppi di autoaiuto darebbe un contributo fondamentale al “cambiamento di rotta della barca” nel favorire la crescita della presa di coscienza.

  3. 1 marzo 2015 21:16

    Grazie del tuo articolo! Anche a me viene viene tanta rabbia quando vedo o sento stravolgere la naturalezza dell’essere madre, la spontaneità del rapporto tra mamma e il proprio figlio. L’ingenuità, la superficialità e l’ignoranza con cui tante persone abboccano alle manipolazioni delle multinazionali del latte artificiale o dei prodotti per bambini lascia senza parole. Per fortuna ci sono ancora tante persone come te, come noi…

  4. Giovanna permalink
    2 marzo 2015 14:15

    Quella con i media è una battaglia impari, purtroppo. Vorrei solo fare un appunto sul post: l’ovetto, in mezzo a tutto il resto dell’inutile armamentario in rosso, è l’unica cosa che serve. È il metodo ritenuto più sicuro per il trasporto del neonato in auto ed anche l’unico mezzo legale.

  5. Francesca permalink
    2 marzo 2015 14:41

    uhhhh a fagiolo capiti! Ho visto un servizio simile su, mi sembra, La7, ed elencava tra i “costi necessari” la cameretta, fino ai 18 anni bisognava contare di cambiarne almeno 2 per un costo tra i 2.500 e i 5.000 di media…. quindi io che mio figlio ha quasi 2 anni e che ho semplicemente messo il lettino nella seconda cameretta (lettino passato dai cugini, ma al negozio dell’usato con 80 euro lo prendevo) mi sono sentita aliena….

    • 2 marzo 2015 14:44

      Infatti è questo quello che vogliono: fare sentire alieni. Una esiste solo se compra le cose che hanno tutti gli altri. Altrimenti è aliena. Stiamo ancora a chiederci se “essere o avere”😦

  6. Federica Pisicchio permalink
    31 marzo 2015 14:03

    Come e’ vero ciò che dici!!! Io sono mamma da 5 mesi e per la mia bambina quelle cifre assurde non le ho mai spese. Ciò che desidero per lei è un mondo migliore, pieno di valori e principi… Mi sto impegnando al meglio per fare la mia parte!

Trackbacks

  1. » Quanto mi costi, figlio mio?

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