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Il Toro libero o la Tigre prigioniera?

28 gennaio 2017
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Antonio Presti nel profilo delle montagne

Nella luce di giugno, il Solstizio aveva un sentore diverso, quest’anno alla Fiumara d’Arte.

Nella rigenerazione della Piramide e poi nel fuoco distruttore degli alberi che però non poteva bruciare l’entusiasmo, abbiamo ascoltato il Silenzio, ché era questo il nostro “tema”: un voto, una meditazione, un monito che oltrepassasse il frastuono “di fuori”, quello in cui siamo immersi, e quello “di dentro”, quello della mente che prevale sul cuore e ammorba l’intuizione.

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La Minotaura di Simone Consiglio

In quel Silenzio ardente di Luce è nata un’idea: quella di riconoscere ad Antonio Presti – a lui che ha dedicato l’intera esistenza alla restituzione della Bellezza al territorio della nostra Isola – il suo “rango” di Eroe archetipico, di figura quasi mitologica che sacrifica i limiti della propria individualità per una restituzione di universalità. E come? Attraverso una rappresentazione teatrale, così da poterla “mostrare” e condividere.

Ne ho parlato allora con Sandro Dieli, e lui si è detto subito felice di potere entrare in quel ruolo così particolare: e abbiamo cominciato a lavorare.

Ma non avevamo tenuto in considerazione il fatto che non si può raccontare un Archetipo  senza imprigionarlo – e lo scrivo proprio mentre, a pochi passi da casa mia, è scappata una tigre da un circo.

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La Tigre di Monreale

Bisogna catturarla, bisogna sedarla, è pericolosa, è un mostro: ma chi l’ha creato questo mostro? Che ci fa una tigre a Monreale?, mi chiedo mentre scrivo di Antonio e del Toro.

 

 

 

 

 

 

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Sandro Dieli al Rito della Luce 2016

Che succede se racconti un Archetipo? Che lo scopri. Scopri che lo vuoi raccontare perché è dentro di te, scopri che se lo “sprigioni” invece di imprigionarlo diventa uno specchio e ti vedi e stai raccontando te. Proprio come la tigre in fuga ci parla di noi, di come siamo bravi a creare mostri e poi a farli prigionieri, senza mai riconoscerne la potenza, la maestà, l’autenticità, l’incomparabile bellezza. E noi, alle prese col racconto di un Eroe archetipico, abbiamo toccato con mano un nucleo ardente: sì, in Antonio risuona moltissimo quest’impronta, e il suo compito è proprio quello di attivarla anche negli altri, di farla vibrare. Lui che sogna un esercito di bambini di terracotta, lui che proietta sui palazzi di Librino i volti dei bambini e delle madri, lui che trasforma un sottopasso di autostrada in Porta della Bellezza con tanti e tanti occhi, lui che negli ultimi decenni ha mantenuto la propria coerenza in questa nostra terra di Sicilia, non è forse un Eroe?

E come si racconta un Eroe?

Un Eroe è un prodigio, quel prodigio che vive libero nei nostri cuori, quel prodigio che intrappoliamo nostro malgrado nel non senso della mediocrità e trasformiamo in un mostro, lasciandolo solo, mettendoci al sicuro.

Ma un Mostro ha un compito, che è quello di Mostrare.

Raccontare un Mostro vuol dire entrare in risonanza, riflettersi nei suoi occhi recuperando la propria vera forza. Liberarlo.

E così, ancora una volta, Antonio Presti senza neppure saperlo ha “funzionato” da specchio, da agente di riflessione, da valore collettivo e non individuale, restituendoci a noi stessi.

E lui è rimasto là, nella sua dimensione archetipica di EroeMostroCheMostra, in cui non è possibile vedere il suo volto, se non per un solo istante: all’alba, al tramonto del Rito della Luce.

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Se vorrete venire a vedere lo spettacolo, sarete veramente ospiti graditi: ma non per lo spettacolo in se stesso.
Piuttosto, per vedere come sia possibile vivere non solo nel quotidiano, non solo là. C’è qualcosa dentro di noi che urge, che chiama, che invoca, qualcosa o meglio qualcuno che è prigioniero: chi siamo veramente. Un Toro, una Tigre, un semplice colibrì, chi lo sa.

Qualcuno c’è riuscito: e bisogna riconoscerlo, e attivarci tutti quanti insieme a lui, ognuno per quello che può.

I sogni si possono realizzare, ma bisogna vederli là dove nascono: dentro di noi, nel profondo.

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Io sono il Toro

quando: venerdì 3 e sabato 4 Febbraio ore 21.00
dove: via Sant’Agata alla Guilla,18 (dietro cattedrale)
ingresso: 7€ + 3€ (tessera soci annuale)

info e prenotazioni: teatroallaguilla@gmail.com – 333 6059116

http://www.teatroallaguilla.com

Ringraziamo Simone Consiglio per la concessione dell’immagine di copertina, la sua “Minotaura”.

 

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