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Latte, libri, lingue, legalità, lavoro. Al via il progetto “I saperi per l’inclusione”

23 ottobre 2014
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locandina 24 ottobre locandina 24 ottobre Fonte

Parte il progetto “I saperi per l’inclusione” Latte, libri, lingue, legalità, lavoro. Sono le cinque elle del progetto “I saperi per l’inclusione” rivolto a cento donne immigrate, tra cui vittime ed ex vittime della tratta, di cui la Scuola di Lingua Italiana per Stranieri dell’Ateneo di Palermo è capofila. Un percorso che offrirà l’opportunità di accedere gratuitamente a servizi dedicati e a percorsi di formazione linguistica: dai corsi di Educazione civica e di Lingua italiana con esame finale di certificazione linguistica CILS e ai laboratori di Taglio e cucito e Gestione di strutture d’accoglienza, a uno Sportello per la salute di donna e bambino e, per i più piccoli, laboratori di Lettura ad alta voce e un servizio di Baby-sitting per facilitare la frequenza alle attività formative. I prodotti del laboratorio di sartoria saranno venduti attraverso un portale di e-commerce realizzato dall’agenzia di comunicazione Kappaelle, partner del progetto insieme a Comune di Palermo, Biblioteca delle Balate, le associazioni Pellegrino della Terra, Casa di tutte le genti e Incontrosenso, l’Istituto Comprensivo Perez – Calcutta e il Ctp La Masa – Federico II. Il progetto FEI I saperi per l’inclusione co-finanziato dal Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del Ministero dell’Interno e dall’Unione Europea nel quadro delle iniziative per l’inclusione dei cittadini dei paesi terzi verrà presentato venerdì 24 ottobre a partire dalle ore 17 nella cornice della sede della Scuola di Lingua italiana per Stranieri nel complesso monumentale dell’ex convento di Sant’Antonino. All’iniziativa parteciperanno i partner del progetto, ma anche e soprattutto le donne beneficiarie degli interventi progettuali, per le quali sarà un momento importante di condivisione con la città attraverso una serie di mini-laboratori che riprendono le idee guida del progetto: latte e libri per prendersi cura del corpo e della mente, legalità e lavoro per essere cittadine a pieno titolo della nuova società di arrivo, ma anzitutto lingue, declinato al plurale, intendendo con questo lingua italiana, senza la quale nessuna vera inclusione è possibile, e lingue materne delle partecipanti che sono un bene prezioso da valorizzare in quanto patrimonio da cui partire e a cui fare riferimento continuo. Attraverso un percorso spaziale che include tre diversi ambienti – l’Aula didattica 101 e la Biblioteca del Dipartimento di Scienze Umanistiche al piano terra e l’Aula Magna al secondo piano – si potranno  “percorrere” e sperimentare dal vivo alcune attività formative previste nel progetto. Fra gli ospiti, la scrittrice nigeriana Isoke Aikpitanyi, prima vittima a denunciare pubblicamente la tratta di donne della Nigeria e neocittadina onoraria della città di Palermo, la cantante capoverdiana ma palermitana di adozione, Jerusa Barros e il regista Martino Lo Cascio, con cui la Scuola di Lingua italiana per Stranieri ha avviato una collaborazione per la raccolta di ninna nanne dal mondo e da cui è scaturito il video “Everyday capisci niente”. Ricordare ninne nanne. Apprendere l’italiano. Immagini da un laboratorio che sarà proiettato in anteprima giorno 24. Con questo evento la Scuola di Lingua italiana per Stranieri dell’Ateneo di Palermo conferma la sua partecipazione all’intensa programmazione de Le vie dei tesori, dopo l’iniziativa del 10 ottobre dal titolo Rilassati, canta, salta, mettiti a testa in giù… stai imparando una lingua dedicata al Master di II livello in Teoria, progettazione e didattica dell’italiano come lingua seconda e straniera, e la performance multimediale L’Isola che (non) c’è che ha avuto come protagonisti minori stranieri non accompagnati andati in scena il 19 ottobre nel video Butterfly Trip sotto la guida del narratore e regista iracheno Yousif Latif Jaralla.

L’APS le Balate offrirà il proprio contributo al progetto attraverso il binomio Latte e libro, che mira a promuovere la lettura ad alta voce e l’arte del maternage tra le madri immigrate, come potete leggere cliccando sul link qui sotto

lebalate

Le cifre sui parti cesarei delle madri migranti e sui loro mancati allattamenti danno prova di una condizione di doppia marginalità delle donne straniere che in assenza di un sostegno sociale rinunciano a saperi e tradizioni delle culture di origine. Eppure la maternità, lungi dall’essere un vincolo all’emancipazione, può diventare un pretesto per allargare i propri orizzonti, tessere nuove relazioni e intraprendere nuove attività. Il termine empowerment indica l’incremento di conoscenze, competenze e relazioni che permette a individui o gruppi di ampliare le proprie alternative, migliorando equità e qualità della vita. Nel passaggio alla maternità le donne possono mettere in gioco la propria capacità di integrazione, anche attraverso momenti di socializzazione dal basso, come i gruppi di auto e mutuo aiuto che offrono sostegno emotivo, informazioni pratiche e aiuti materiali, puntando a superare l’empasse della relazione tra operatore e utente riducendone al minimo la verticalità.

Nella vita di ogni donna: La lettura potenzialità senza confini: nessuno dovrebbe esserne escluso Il latte materno nutrimento essenziale: nessuno dovrebbe esserne privato

Con le donne del progetto “I saperi per l’inclusione” ci incontreremo su questi temi seguendo alcuni percorsi

La via della lettura: giochi di socializzazione e di lettura lettura di libri muti (silent books) storie personali a confronto costruzione di una storia comune realizzazione di un prodotto finale

La via del latte: l’allattamento secondo natura benessere mamma-bambino buone pratiche sostenibili conciliazione lavoro-maternità realizzazione di un prodotto finale

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