Skip to content

Fra Merletti e Tognolini… per dar voce ai nostri bambini

16 ottobre 2011

Illustrazione di Nicoletta Costa

Prima di leggere con la mente… s’impara a leggere con tutto il corpo. Cosa fanno i bambini piccoli che ancora gattonano e si ficcano in bocca tutto quello che riescono ad acciuffare, succhiando con aria assorta? Che cosa stanno facendo? Stanno leggendo. Ed è così che leggono tutto ciò che li circonda, compresi i libri. Leggono prima di tutto con la bocca, poi con le mani che afferrano ed esplorano, col naso che annusa e con gli occhi che riconoscono immagini e stabiliscono analogie.
L. Farina, Il libro gioco. Un po’ mestiere un po’ passione

Traggo questa citazione da un libro delizioso scritto a quattro mani da Rita Valentino Merletti e Bruno Tognolini, Leggimi Forte, ed. Salani. Il sottotitolo recita Accompagnare i bambini nel grande universo della lettura: e, per accompagnare loro, prende per mano noi, dolcemente. L’alternarsi dei loro scritti consente di dare ugualmente spazio al “sentire” – che è soprattutto quello del “papà” in questo caso anche scrittore – e al “pensare” – della mamma, della donna, dell’esperta. Si invertono così gli stereotipi, che vogliono il sentire tutto femminile e il logos tutto maschile, ed anzi non solo si invertono, ma si mescolano, in una specie di Tao: ed ecco gocce di “pensare” nella parte di Tognolini e gocce di “sentire” in quella di Rita, che si allargano fino a capovolgersi l’uno nell’altro. E’ proprio bello, a partire dal titolo: questo “leggimi forte” che abbiamo voluto anche noi come titolo del laboratorio alle Balate, non lascia per niente indifferenti: è come dire “abbracciami forte”, “stringimi forte”, ma ancora di più è una richiesta, una preghiera, un imperativo, un mugolio assonnato o magari stizzito. Cambia a seconda del momento della giornata e chiede qualcosa che a sua volta cambi, proprio come il latte di mamma: chiede un nutrimento che contiene tutte, ma proprio tutte le sostanze di cui si ha bisogno per crescere insieme – la voce che narra. Può essere il libro stesso a chiamare con quel “leggimi forte” e a indurre a prenderlo, aprirlo, condividerlo; o può essere un bambino o una bambina, come qui la figlia di Bruno; e può significare “leggi per me” ma anche “leggi me“, perché quella voce che arriva, vicina e carezzevole o magari intenta a “fare le voci” dei personaggi, la voce della Pietraia, che non esce o è stridula e mostra qualcosa che non si vorrebbe, o quella del Fiume, che si fa una con chi sta leggendo e sgorga come acqua – quella voce è liquida e luminosa e “legge” il bambino, inoltrandosi là dove lui non sapeva di poter arrivare, accompagnandolo a scoprire le cose via via che le chiama alla luce, che le e-voca. 
E’ bello quell’episodio in cui la Merletti racconta di come il suo papà la prendesse sulle spalle la sera e la portasse “a fare una passeggiata” nella casa a luci spente, raccontandole vie strade piazze luci disservizi e tutto ciò che in una passeggiata in città ci si vede intorno. E’ bello perché rende quest’idea di voce liquida che s’insinua nella fantasia del bambino e riempie, calda e colorata, tutti gli angolini, le anse, tutti i luoghi più sconosciuti e segreti; li riempie e li illumina, li rende visibili e li trasforma ogni volta, li chiama, li disegna e subito dopo li cancella. E’ questo la voce. E sarebbe bello poter evocare nei partecipanti al laboratorio queste funzioni importantissima della voce: nutrimento, calore, colore e luce. Quanta differenza con i metodi educativi dei miei tempi! Ricordo che mio padre, sapendo che avevo paura del buio, mi mandava a prendergli i fogli di carta conservati nell’ultima stanza della casa, uno studiolo in fondo al corridoio a “elle” che l’attraversava tutta; ed io camminavo lentamente nella prima parte del corridoio perché era illuminata e sapevo che lui, seduto in cucina, mi guardava (non potevo mostrargli di avere paura, non c’era voce per la paura, ma solo vergogna); e poi, quando svoltavo nella parte più lunga e buia del corridoio (non arrivavo agli interruttori che allora si mettevano in alto perché era cosa “da grandi” accendere e spegnere la luce), correvo velocissima, affannata, terrorizzata, i denti stretti; e non c’era voce, ma solo il battito del mio cuoricino che sembrava scoppiare, le tempie strette e il suono del mio respiro affannoso. Aprivo il cassetto, prendevo alla meglio i fogli, lo chiudevo (e quel cassetto era durissimo, per chiuderlo dovevo perdere tempo, sentendomi tutti i mostri del mondo che mi alitavano intorno), correvo ancora fino alla svolta della “elle” e poi riprendevo un passo falsamente tranquillo, ma arrivavo scarmigliata, pallida, ansante: quindi lui capiva, e invece di prendermi in braccio o dare alla luce la mia voce angosciata, faceva un sorriso ironico.
La voce è un latte: ne sarebbe bastato poco, di quel latte tiepido, e i mostri mi sarebbero diventati amici. Invece rimanevano sempre là al freddo, nella parte più lontana della casa, e sentendosi rifiutati diventavano sempre più brutti (anche i mostri, infatti, sono come i bambini e chiedono la nostra attenzione).
La voce è legata al “sentire”, e non si sente solo con le orecchie, lo sappiamo, un bambino sente con tutto il corpo, con tutti i sensi. Sente, per esempio, con la bocca, quando succhia il capezzolo o la tettarella che sia, e quando assapora la madre. In quel momento il bambino “legge”: legge la mamma e sa di che umore è, e assapora quell’umore e se ne nutre e lo fa proprio. Ma anche noi leggiamo così, ancora: ancora abbiamo la bocca che sente – ad esempio nel bacio, con cui leggiamo e scriviamo nell’altro; abbiamo ancora le mani, le orecchie, gli occhi il naso, e ancora “leggiamo” con i nostri sensi, cioè “raccogliamo”, perché è questo che  “leggere vuol dire: “raccogliere”, e ha la stessa radice di “legume” perché consente di mettere insieme, nello stesso baccello che siamo noi, tutto ciò che ha un nome e una storia e che diventa seme. 
per info su Leggimi Forte di Bruno Tognolini e Rita Valentino Merletti e per leggerne qualche pagina clicca qui
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: