IBFAN Italia, MAMI e Melograno
LETTERA APERTA ALLE ISTITUZIONI E AGLI ORGANI DI INFORMAZIONE NAZIONALI
Davvero si aiutano le famiglie offrendo latte artificiale scontato?
Gentile Ministro, spettabile ANCI, spettabile ASSOFARM,
apprendiamo dal Il Sole 24 Ore e da Quotidiano Sanità 1 che state valutando la possibilità di praticare, nelle farmacie comunali, alcuni sconti su prodotti per l’infanzia, rivolti alle famiglie meno abbienti.
Pur giudicando lodevole l’iniziativa di aiutare in modo concreto i genitori in difficoltà, che oggi sono sempre di più, vorremmo condividere con voi alcune riflessioni circa l’utilità di offrire latte artificiale a prezzo scontato; in particolare, noi riteniamo che questa iniziativa potrebbe essere sfavorevole proprio per le persone che dovrebbe invece mirare a proteggere, specialmente se l’obiettivo generale è quello di ridurre lo svantaggio sociale e sanitario progressivamente accumulato dagli individui e dalle famiglie in difficoltà. Infatti:
- Prove scientifiche derivanti da centinaia di studi condotti negli ultimi venti anni confermano che ogni metodo diverso dall’allattamento al seno ha conseguenze negative sulla salute e lo sviluppo dei bambini, nonché su quella della madre. Il Ministero della Salute e l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomandano che il latte materno costituisca il nutrimento esclusivo dei bambini fino a circa sei mesi d’età (età in cui si dovrebbe iniziare a proporre al bambino adeguati cibi complementari al latte materno) e che l’allattamento al seno prosegua fino ad almeno il secondo anno di vita.
Nonostante tutti questi svantaggi che il rinunciare all’allattamento comporta, e ai quali vanno aggiunti gli oneri derivanti dall’acquisto di latte artificiale, accessori vari più le spese mediche che si sarebbero potute evitare, sappiamo che anche nel nostro paese l’allattamento al seno è praticato molto al di sotto delle sue possibilità.
- E’ dimostrato anche che i motivi del mancato allattamento sono riconducibili a cause diverse da una presunta impossibilità di tipo fisico (che, sempre secondo le affermazioni degli esperti, riguarderebbe soltanto una sparuta minoranza di donne), mentre sono da attribuire piuttosto a mancanza di aiuto pratico e sostegno alle madri e alle famiglie. C’è ancora la convinzione di tipo culturale che allattare sia piuttosto una questione di “stile di vita” piuttosto che di salute, mentre le donne vengono incoraggiate ad allattare soltanto per i primi mesi di vita del bambino.
Ancora oggi, molte delle strutture dove le mamme partoriscono non sono in grado di offrire un’assistenza adeguata per un buon inizio dell’allattamento (nel nostro paese attualmente sono poco più di 20 su oltre 500 le maternità che possiedono la qualifica di “Ospedale Amico dei Bambini” dell’UNICEF). In molti reparti maternità, in violazione della normativa attuale, ogni madre riceve alle dimissioni una lettera con indicata la marca di latte artificiale da usare, anche se sta allattando al seno, mentre non riceve indicazioni su cosa fare o a chi rivolgersi in caso di difficoltà o dubbi sull’allattamento. Del resto, molti operatori sanitari non sono in grado di informare correttamente le mamme sulla gestione dell’allattamento e sulla risoluzione dei più comuni problemi.
Le madri subiscono inoltre la pressione delle industrie, che mirano a vendere i loro prodotti in sostituzione al latte materno, spesso con la complicità indiretta di strutture sanitarie e operatori (pensiamo ad esempio alla pratica di offrire alle mamme omaggi e materiale pubblicitario).
- Praticare sconti sul latte artificiale, seppur a famiglie in difficoltà economica, è rischioso perché potrebbe di fatto rappresentare una tentazione ed un incentivo al suo utilizzo, verso donne che stanno allattando, magari con difficoltà. Questo passaggio all’alimentazione artificiale, d’altra parte, avrebbe conseguenze negative per il bambino sia in termini nutrizionali e sanitari che sociali. Lo dicono le esperienze accumulatesi (per esempio in un programma per le famiglie a basso reddito che va avanti da decine di anni negli USA) e anche l’OMS e l’UNICEF, che contro questo approccio hanno costruito interi programmi e interventi.
Una iniziativa come quella proposta potrebbe contribuire quindi ad aumentare ancor più il gap tra le famiglie più ricche ed istruite, che più facilmente risolvono i problemi di allattamento ed i cui figli ne trarranno i conseguenti benefici, e le famiglie più povere e meno istruite, che avranno dei figli alimentati artificialmente e quindi meno sani.
Fermo restando il diritto di ogni bambino di ricevere una alimentazione sicura ed adeguata, anche qualora la madre non lo stia allattando (ci riferiamo qui ai casi in cui l’allattamento è già in tutto o in parte compromesso, non è possibile o non è desiderato, e in cui non sia possibile tentare la rilattazione, e la famiglia non possieda i mezzi economici necessari a provvedere all’alimentazione del figlio), noi riteniamo quindi che, piuttosto che offrire latte artificiale a prezzo scontato in modo generalizzato, sarebbe più utile dirottare l’aiuto economico su altri beni necessari per la prima infanzia, non necessariamente di tipo alimentare, o meglio usare le risorse economiche per la promozione, il sostegno e la protezione della pratica dell’allattamento materno rivolti in particolare alle fasce svantaggiate della popolazione.
Siamo consapevoli che una scelta di questo tipo comporta un grado d’impegno più complesso. Adeguare le strutture ed il personale sanitario alle esigenze di salute di mamme e bambini non è certo facile. Così come non è semplice impedire che gli interessi economici di aziende e multinazionali finiscano per interferire sulle scelte dei genitori circa la corretta alimentazione dei propri figli.
Tuttavia, investire per favorire la diffusione e la pratica dell’allattamento al seno rappresenta a tutti gli effetti un intervento di prevenzione primaria, le cui conseguenze positive vanno a beneficio sia dei diretti interessati che di tutta la società.
Occorre investire sia nella formazione del personale sanitario che nella creazione di un ambiente sociale che aiuti le donne nel portare avanti questo compito così importante a livello sociale.
L’allattamento ha infatti innumerevoli effetti positivi sia sulla salute materna ed infantile, sia a breve che a lungo termine, sia sul legame e sul rapporto madre-bambino, sia sull’impatto ecologico, sia sul risparmio economico non soltanto a livello della famiglia, ma anche sanitario e sociale (come dimostrano vari studi). In altre parole, l’alimentazione artificiale ha un impatto sanitario, economico ed ecologico negativo e sicuramente non è nell’interesse di nessuno contribuire a diffonderla.
Ricordiamo infine che nel nostro paese da qualche tempo è stato avviato il progetto FAAM Farmacie Amice dell’Allattamento Materno (http://progettofaam.org/), che prevede la formazione di tutto il personale della farmacia al sostegno all’allattamento ed il totale rispetto, nella farmacia, del Codice Internazionale sulla Commercializzazione dei Sostituti del Latte Materno, oltre all’allestimento di un “angolo della poppata”. Iniziative come questa sono a nostro avviso, sia a breve che, soprattutto, a lungo termine, molto più efficaci per aiutare le famiglie.
In attesa di un Vostro cortese riscontro, e offrendoVi il nostro punto di vista come uno stimolo alla riflessione e ad una valutazione della questione da un altro punto di vista, salutiamo cordialmente
Per IBFAN Italia
Paola Negri
Per MAMI-Movimento Allattamento Materno Italiano
Valentina Gelmetti
Per Il Melograno – Centri Informazione Maternità e Nascita
Luciana Mellone
1http://www.quotidianosanita.it/lavoro-e-professioni/articolo.php?articolo_id=8886
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-05-18/farmacie-comunali-contro-carovita-
165649.shtml?uuid=AbLvPaeF
Parliamo di Alimentazione Complementare a Richiesta
Dopo Io mangio come voi alle Balate,
mercoledì 30 maggio 2012 alle 17.30
ci rincontriamo per parlare ancora di Alimentazione Complementare a Richiesta
vi aspettiamo alla Biblioteca dei Bambini e dei Ragazzi Le Balate via delle Balate 4 Palermo alle 17.30
Ingresso libero
per info 3496727068 bibliotecabalate@yahoo.it
Rose per Melissa
dedicata a Melissa Bassi, morta in un attentato a Brindisi.
Bossolasco “paese delle rose” e “Perla delle Langhe”.
Piemonte, luglio 2009
L’attesa sospesa: non perdiamo il filo.
E’ di ieri l’inaugurazione della mostra di Carmelo Lo Curto “L’attesa sospesa”, a Palermo.
Lo smembramento dei santi e quello dei giudici Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e chi li accompagnava e sosteneva: l’attesa sospesa. Sospesa perché noi vogliamo ritrovare quel filo che ricompone, che rimette insieme, che unifica, e lavoriamo per questo ogni giorno instancabilmente. E invece oggi l’attentato che strazia tre ragazze, tre di noi, delle nostre figlie. Innocenti: incapaci di nuocere.
No.
Ci rifiutiamo di accogliere questa logica. Non lasceremo andare quel filo che ancora una volta è insanguinato e ci insanguina dita e cuore.
Lo riprendiamo, dunque, ripartiamo da ieri: perché vogliamo essere presenti, perché vogliamo rimettere insieme, unire, sanare.
Abbiamo raccolto delle parole ieri, tra i visitatori. Parole scritte sui colori della luce.
Ed eccole, ve le riporto qui sotto:
Il sacrificio è rosso, come il sangue.
Rosso cupo.
Rosso se sacrificio d’amore.
Nero, se subìto.
Il sacrificio è bianco.
Ha un sapore dolce, di sangue.
Crudo, acre, amaro, acido. Sa di ferro.
E’ dolce-amaro, come l’amore. O come il latte materno.
Profuma di oleandro e gelsomino,
di bacche rosse.
Ha un suono acuto e penetrante: come di violoncello, o di campane a morto. O di uomo.
Il suono del silenzio o dell’alleluia.
Un suono intenso.
Sotto le dita è morbido: come la pelle della tua donna, forte come la mano di tuo padre. Vellutato. Molle. Impalpabile.
O freddo, ruvido.
O come la sabbia bagnata che gratta la pelle.
Non perdiamo il filo: andate a visitare la mostra e scrivete le vostre parole, perché possiamo cucirle insieme e fare una sola PAROLA: di tutti.
La nostra.
Cominciamo così, diamo alla voce la possibilità di dire, perché i nostri cuori possano costruire.
Non lasciamo che il dolore ci paralizzi.
Abbiamo chiesto:
Di che colore è il sacrificio?
Che sapore ha?
Che odore?
Che suono?
E se lo tocchi, com’è sotto le dita?
Rispondete.
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LA FALEGNAMERIA Centro Salesiano Santa Chiara Piazza Santa Chiara 11 – Palermo
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SEI DIPINTI DI CARMELO LO CURTO
A CURA DI DANIELA THOMASDal 18.05.2012 al 30.05.2012
Opening: venerdì 18 maggio 2012 ore 19:00da mercoledì a sabato ore 17:00 – 21:00
domenica ore 10:00 – 13:00; 17:00 – 21:00
Ingresso libero
alla foce del Belice
La Riserva Naturale Orientata Foce del Fiume Belice e Dune Limitrofe è un’area naturale protetta della Sicilia, istituita nel 1984. Posta al confine tra i comuni di Castelvetrano e Menfi, si estende per 129 ettari, ed è limitata a sud dal mar Mediterraneo, a nord dalla vecchia ferrovia che collegava Castelvetrano ad Agrigento, ad est dalla piana di Serralonga e ad ovest dall’abitato di Marinella di Selinunte.
Foce del Belice, giugno 2006
I libri e le loro storie. Tra segni, simboli e comunicazione

L’associazione di promozione sociale Le Balate
presenta
I libri e le loro storie.
Tra segni, simboli e comunicazione
momento di approfondimento sul libro e su come leggere e raccontare storie
Un Libro è un giardino che puoi custodire in tasca
Proverbio arabo
Adriana Paolini Carlo Romano
Università di Trento Università di Palermo
Lunedì 21 maggio 2012 ore 16.00-20.00
Biblioteca “Le Balate” via delle Balate 4 – Palermo
per info: bibliotecabalate@yahoo.it
Verrà rilasciato attestato di partecipazione
Ho parlato a un Albero
Shri Param Eswaran è ancora a Palermo mentre scrivo: ha appena concluso un seminario intensivo sul Para-Tan Sound Healing all’Associazione Yantra.
Ma io volevo raccontare che tre giorni fa, in un momento libero, l’ho accompagnato all’Orto Botanico, a vedere il grande Ficus Magnolioides.
Siamo arrivati ai piedi dell’albero e lui c’è entrato dentro. “It’s a temple”, ho detto io con il mio scarno inglese, e lui ha puntualizzato “This is a church”. Poco prima eravamo stati alle Balate, in Biblioteca: anche quella prima era una chiesa. E libro vuol dire corteccia, sì.
Gli ho detto che guardando l’albero, quell’albero, “vedi quello che sei”, e per questo ci vado spesso. “Vedi quello che vuoi vedere”, ha detto lui, e si è seduto con naturalezza su una grossa radice.
Parlava con me, Shri Param, mentre io guardavo la sua pelle dello stesso colore del tronco, le mani-corteccia, le radici arricciate come i capelli e la barba.
L’Albero è Madre, è Grande Dea, Divino Femminile. Con la voce di Shri Param, l’Albero mi raccontava di un tempo oltre il tempo eppure presente, e i suoi occhi erano lucidi mentre sorrideva.
Se non fosse stato vestito d’arancio non li avrei distinti per niente.
Quando siamo andati via mi sono resa conto di essere senza occhiali. Erano caduti là, accanto alla radice, sulle foglie dorate.
Alle Balate “Io mangio come Voi”
Ancora una volta domenica 29 aprile un pomeriggio speciale alle Balate per “Io mangio come Voi” ![]()
Genitori, operatori, uomini e donne interessati ad un confronto sull’alimentazione dei bambini, e in sottofondo libri e voci di bimbi.
Agli incontri del gruppo maternage delle Balate, il momento dell’introduzione dei cibi diversi dal latte materno o dai sostituti del latte materno è uno degli argomenti che di frequente viene sollecitato.
E noi alle domande sullo “svezzamento” proviamo a rispondere parlando di Alimentazione Complementare a Richiesta,
che promuove la continuazione dell’allattamento, non togliendo alcun “vezzo” e prova a considerare il periodo dell’alimentazione complementare come un momento di sperimentazione e apprendimento durante il quale il bambino guida attivamente l’intero processo, usando le proprie capacità e competenze.
Con ACR il bambino quando è pronto, inizia ad assaggiare i cibi presenti in tavola, che integrano il latte, non lo sostituiscono: il latte rimarrà infatti la fonte principale di nutrienti per molti mesi ancora, e potrà essere presente nei pasti dall’antipasto al dessert.
Intorno ai 6 mesi, molti bambini sono già in grado di rimanere seduti da soli o con un sostegno, di assaggiare i cibi con un cucchiaino o aiutandosi con le mani, di mettere e tenere i cibi in bocca per poi masticarli e deglutirli. Ma ciascun bambino lo fa in tempi e modi differenti e solo i genitori, che passano tanto tempo con lui, possono capire quando il bimbo è pronto.
L’alimentazione complementare è incentrata sul bambino, ma anche sulla sua famiglia.
Il bambino ha un ruolo attivo nella scelta dei tempi e delle quantità di assunzione degli alimenti, così come la famiglia ha un ruolo attivo nello scegliere che cosa mangiare.
Ciò incoraggia la famiglia ad adottare un’alimentazione corretta e bilanciata.
La famiglia infatti è il modello alimentare di riferimento: è quindi importante rendere i pasti un’occasione di convivialità e un momento per educare al gusto e a una dieta sana per tutti i suoi componenti. Quando pensiamo a cosa preparare da mangiare, proviamo a pensare ad aumentare la varietà degli ingredienti.
Una scelta che ci sentiamo di sostenere è quella di comprare gli alimenti del nostro territorio che, percorrendo pochi chilometri per arrivare alle nostre tavole, sono spesso più freschi, saporiti e rispettano la stagionalità e l’ambiente.
Per parlare di tutto ciò con un sorriso ecco Donatella Natoli, medico igienista, presidente de Le Balate, (la pediatra privata), Beppe Primavera, pediatra, (il pediatra di famiglia), Violetta Sieli, psicologa ed educatrice prenatale (la nonna), Raffaella Corsi e Franco Denaro, genitori nella vita e sulla ribalta, mettere liberamente in scena un adattamento dei dialoghi tratti da Io mi svezzo da solo, di Lucio Piermarini
e ancora
Alla fine dei dialoghi ampio è stato il dibattito tra genitori ed operatori sanitari, che si è mosso nel sostegno alle mamme e ai papà che desiderano cogliere l’opportunità per apporre qualche aggiustamento nella propria alimentazione nella direzione di una alimentazione sana e saporita.
Su questa linea anche l’intervento di Maria Di Pasquale, mamma, medico igienista con i suoi suggerimenti sull’alimentazione e le sue buonissime ricette.
Un ringraziamento particolare a tutti i partecipanti, ad Alessia Dell’Aquila per l’immagine della locandina
,
a Sissy per le riprese, a tutti gli operatori ed i soci delle Balate che hanno collaborato
a Marika Gallo per Io mangio come voi… altrove (a breve post qui su domodama)
Fonti:
-Io mi svezzo da solo, di Lucio Piermarini, Bonomi Editore, 2008*
-Io Mangio come voi, come iniziare una sana alimentazione ai 6 mesi e proseguirla fino ai 99 anni
Unità per la Ricerca sui Servizi Sanitari Centro Collaboratore OMS IRCCS Burlo Garofolo Trieste*
*ancora disponibile qualche copia alla Biblioteca dei Bambini e dei ragazzi ” Le Balate”
Risorse on line
il gruppo yahoo AliBaBa (Alimentazione dei BAmbini e delle BAmbine), forum di discussione sull’allattamento al seno e sull’alimentazione dei bambini e delle bambine fino a quando non sia integrata nella dieta della famiglia, aperto paritariamente a comuni cittadini e ad operatori sanitari di ogni tipo
ed
il forum Autosvezzamento: alimentazione complementare a richiesta
Cappero e Lantana
Il cappero, ‘a chiappara in dialetto siciliano, (Capparis spinosa) è un piccolo arbusto o suffrutice ramificato a portamento prostrato-ricadente. Della pianta si consumano i boccioli, detti capperi, e più raramente i frutti, noti come cucunci. Entrambi si conservano sott’olio, sotto aceto o sotto sale.
Lantana camara è una specie di pianta nativa del centro America e Sudamerica ed è stata introdotta nelle altre parti del mondo come pianta ornamentale; è considerata pianta infestante in molte aree tropicali.
Quì due grandi esemplari spontanei fotografati a Capo Zafferano (Santa Flavia)
Palermo, giugno 2009
Una lettera per Vincenzina
Cara Vincenzina: è cominciata così, ieri, la serata, come una lettera, che dalla stupenda cornice della Chiesa dell’Immacolata Concezione al Capo raggiungeva, attraversando il tempo, Vincenzina Mangano. Maria Grazia Comunale e Ludovica Danieli, a Palermo per l’occasione, leggevano per noi, ed Emilio Ajovalasit prestava la voce a Danilo Dolci.
I padri ci insegnano il perché, il quando, il dove; i padri sono tronco e foglie.
Le madri, invece, sono radice. Le madri ci trasmettono il come, il sempre, il qui.
Nell’ansia di crescere e conquistare lo spazio, siamo dapprima tronco, foglie e rami, e partiamo baldanzosi alla conquista eroica del cielo che ci sovrasta; ma un giorno ci guardiamo sotto, dentro, prima: e d’un tratto diveniamo radice.
Ci riscopriamo a raccontare la storia dei momenti – quelli di ogni giorno, fatti di sapore, profumo, eco di voci lontane, colori, percezioni tattili che affiorano al di là del tempo, quelli che ci hanno segnato e insegnato il mondo.
Ed è così, raccontandoci, che realizziamo che la Bellezza è senso, proprio come udito vista tatto gusto olfatto: senso da riconoscere, alimentare, valorizzare.
Senso come direzione, anche. E come verso. E’ il nostro sesto senso, la Bellezza, e sprigiona poesia.
Così la lettura di ieri. E la musica. E il canto.
Vincenzina si racconta, Danilo trascrive: radice, albero.
Libera narra: ed è Senso, Bellezza, Poesia. E’ restituzione per tutti – e infatti tutti si commuovono, perché le radici accomunano, ancora di più quando davanti ai nostri occhi abbiamo come un gigantesco Ficus Magnolioides come quelli di Piazza Marina e dell’Orto Botanico: tra noi le sorelle di Vincenzina, e Chiara, Libera e Amico, suoi figli, e poi Marina e Flora, sue nipoti, e forse anche altri che non so.
I suoi canti erano nella voce di Flora Dolci che arrivava al cuore; il suo soffio in quello di Amico nel flauto dal respiro struggente, senza regole, libero come un canto nel bosco:
“Non avendo potuto
imparare a suonare, se mio figlio
ora suona il suo flauto – a lui la musica
non è un divertimento, è interpretare
la vita, come deve essere –
quando la melodia fa le sue curve
vibrando intimamente
in una pace fonda, suono in lui” [1].
[1] Dolci D., Il limone lunare, op. cit., p. 54
C’erano la sua sollecitudine e la cura in quelle di Chiara con i suoi allievi, giovanissimi ma di età diverse, così che quando si alzavano per suonare veniva da pensare ai tanti figli di Vincenzina, piccoli e grandi, ancora una volta tutti insieme per lei e tutti bravissimi.
E poi c’eravamo noi con il nostro abbraccio e un applauso che non finiva più.
Un ringraziamento particolare a
Denise De Luca, Adriana Di Giovanni, Ilenia Ferrara, Violini
Rossella Aprile, Alberto Mineo, Irene Piazza, Violini
Mària Duca, Violoncello
Alessio Enea, Pianoforte
















